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Giu 6, 2018

Niente diritti a MediaPro, ora la Lega guarda di nuovo a Sky

Gli spagnoli bocciati per non aver presentato le garanzie richieste. Si finirà in tribunale, ma resta da risolvere il rebus della Serie A in TV

Addio MediaPro, e grazie per i 64 milioni di caparra. Il consiglio della Lega di Serie A dice addio alla compagine spagnola che, a sorpresa, si era aggiudicata l’asta dei diritti TV per la massima divisione calcistica italiana per 1 miliardo di euro. Mancano le garanzie necessarie ad andare avanti, complice anche la vicenda legale partita con i ricorsi di Sky: ora c’è da trovare in fretta un’alternativa, per garantire la messa in onda del prossimo campionato ma (soprattutto) per far affluire milioni nelle casse dei club che devono chiudere il 30 giugno i bilanci e programmare il calciomercato.

Cosa è successo

Secondo le condizioni dell’asta vinta da MediaPro lo scorso febbraio, la società spagnola (che nel frattempo era diventata anche partecipata da soci cinesi) avrebbe dovuto presentare una serie di garanzie economiche per dimostrare la propria capacità di pagare quanto promesso. Di fatto una fideussione da 1 miliardo, che MediaPro non ha mai presentato: al contrario, ha scelto di presentare una serie di garanzie patrimoniali che tuttavia non hanno soddisfatto i legali della Lega. Ci sono di mezzo questioni societarie complesse, ma in ogni caso ieri è arrivata la bocciatura definitiva e la rescissione dell’accordo.

 

La Lega A ha anche deciso di trattenere i 64 milioni di euro già versati da MediaPro come caparra, una scelta che segue di fatto la prassi in questo tipo di vicende contrattuali: naturalmente gli spagnoli non saranno troppo contenti di questa mossa, e non tarderanno a farsi avanti (probabilmente anche loro a mezzo avvocati) per farsi restituire quella cifra.

 

La decisione della Lega è definitiva: ora il capitolo asta è chiuso definitivamente, e si parte con le trattative private. In pole position c’è ovviamente Sky, che era la più interessata al pacchetto e si era vista scavalcata da MediaPro: pure quest’ultima però potrebbe rientrare nella trattativa, magari con un progetto alternativo (il tanto chiacchierato canale della Lega) che tuttavia mancherebbe di nuovo delle garanzie richieste.

Il calcio tornerà in TV?

Fino al campionato appena concluso gli appassionati hanno potuto seguire le partite su due piattaforme a pagamento: Sky e Mediaset Premium. La seconda, però, di fatto si era già sfilata dalla trattativa per il rinnovo a causa di una performance non esaltante in questi anni: a questo va sommato anche un accordo raggiunto successivamente con Sky, che di fatto ha sancito la supremazia dell’emittente pay di Murdoch, che consiglierà senz’altro all’emittente di Cologno Monzese di non pestare i piedi a quello che ora è il suo alleato.

A meno di colpi di scena clamorosi, quindi, Sky si candida a diventare il plenipotenziario del calcio in TV: Champions League, Europa League, Premiere League, Liga e Serie A. Tutto sarà messo a disposizione degli abbonati per le prossime tre stagioni, una vera abbuffata di pallone che garantirà senz’altro anche un’accelerazione nella vendita di abbonamenti e nella raccolta pubblicitaria.

 

A restare col cerino in mano, come si suol dire, è stata la Lega: ora le informazioni che filtrano parlano di obiettivi sontuosi da raggiungere nelle trattative, si parla di 1,1 miliardi da raccogliere con gli accordi che verranno stipulati per piattaforma e prodotto. Ma a questo punto sono le TV ad avere il coltello dalla parte del manico (continuando a usare metafore): c’è l’urgenza di chiudere l’accordo in pochi giorni, sia per garantire il ritorno economico indispensabile a rispettare il fair play finanziario, sia soprattutto per allestire tutto in tempo per la prima di Campionato prevista per il 19 agosto.

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