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Giu 11, 2018

Droni, GPS e parastinchi con le antenne: il calcio 2.0 non può più farne a meno

Sarri e Mancini i precursori: la match analysis forniscono una quantità di dati impressionante. Ecco come le tecnologie perfezionano le prestazioni sportive.

Il punto di vista migliore? Dall’alto! Perché tutto è più chiaro, soprattutto i movimenti sincronizzati e il posizionamento dei calciatori in funzione del pallone e degli avversari. Perciò i droni nel calcio stanno diventando una componente imprescindibile ai fini del perfezionamento del gioco collettivo.

 

Oggi in Italia (e non solo) tanti club si avvalgono dei droni, ma uno dei primi a crederci applicandoli in modo continuativo alle sessioni di allenamento, è stato Maurizio Sarri che da quando allenava l’Empoli nel 2015, studiava i filmati delle esercitazioni riprese in modalità aerea. Tra i precursori anche Roberto Mancini all’Inter e prima di loro, ma più timidamente, Delio Rossi nel 2013 alla Sampdoria e Sinisa Mihajlovic.

 

 

Un volo radente, a 15-20 metri dal terreno di gioco, con la possibilità di soffermarsi su un solo giocatore o sui reparti. Il drone filma le esercitazioni tattiche e le trasmette alla cabina di regia dove un software avanzato schematizza le immagini, individuando errori e margini di miglioramento per raggiungere le giuste distanze tra i reparti e movimenti coordinati dei singoli.

 

Tra i diversi ruoli sono i difensori a trarre i maggiori benefici dall’analisi dall’alto; il drone infatti è in grado di seguire la linea difensiva che si alza e si abbassa a seconda delle fasi di gioco, restituendo un’immagine chiara di quello che succede in campo. Gli atleti riescono successivamente a ricostruire i movimenti in modo dissociato vedendosi dall’esterno, maturando così un’auto analisi più precisa e oggettiva del singolo atto motorio, e quindi della prestazione complessiva.

 

 

Droni utili per la tattica calcistica, ma anche il mantenimento del manto erboso dei campi: ad esempio in Italia c’è Wesii, una startup nata nel 2016 che ha inventato un drone in grado di analizzare il rettangolo di gioco, calcolandone la biomassa e il grado di umidità del terreno. Nelle diverse aree del campo, infatti, si osserva un’alta variabilità del livello di usura, densità dell’erba, specie infestanti, compattezza del suolo e umidità. Attraverso il drone è possibile analizzare e pianificare interventi di manutenzione per mantenere l’alta qualità del manto erboso, riducendo infortuni e costi di gestione.

 

Tuttavia i droni non bastano per una match analysis davvero completa, perciò ai dati provenienti dall’alto si aggiungono le indicazioni sui posizionamenti e i movimenti acquisiti tramite i GPS (Global Positioning System) indossati dai calciatori. Anche in questo caso la mole di informazioni monitorabile è impressionante: si può infatti stimare la potenza metabolica, il volume di ossigeno, i cambi di direzione, accelerazioni e decelerazioni, i tempi di recupero, le velocità raggiunte, la distanza percorsa, il dispendio energetico, il numero di impatti col terreno e con gli avversari, e tanti altri parametri come, ad esempio, l’intensità di esercitazioni con la palla, dove la velocità non è costante, perciò la risposta cardiaca potrebbe non rispecchiare il reale impegno sostenuto.

 

 

Uno strumento di lavoro inseparabile, anche in vacanza: ad esempio i giocatori di Paris Saint Germain e Milan sono tenuti sotto osservazione coi GPS durante le soste, per analizzerà i loro dati alla ripresa delle attività agonistiche e verificare se hanno rispettato le linee guida di allenamento e recupero assegnate. Insomma, verificare se sono stati professionali svolgendo i compiti a casa.

 

I GPS sono anche comodi e poco ingombranti, anche grazie a dei parastinchi connessi: ad esempio Wheare è un sistema innovativo sviluppato dalla società SpaceEXE, per il monitoraggio e l’analisi in tempo reale delle prestazioni atletiche dei calciatori e delle tattiche di gioco. Si tratta parastinchi con chip, accelerometro, GPS e antenna per il rilevamento dei dati cinematici (posizione, velocità, accelerazione e potenza metabolica) dell’atleta in grado di fornire analisi delle tattiche di gioco. Georeferenziando i quattro angoli del campo, questa tecnologia mostra la posizione dei giocatori all’ interno del campo da calcio e permette di studiare i loro movimenti.

 

Comunque la si veda, sia per i puristi del calcio di una volta solo “erba e pallone”, sia per i futurologi più estremi, non si può negare che il supporto tecnologico tenda a migliorare le preparazioni sportive e lo spettacolo. Da qui a nuovi utilizzi tecnologici il passo è breve. Non solo per gli atleti ma anche per chi deve assicurare un corretto svolgimento delle partite: se in un futuro non troppo lontano l’arbitro fosse supportato (o sostituito) dai droni, unitamente alla moviola in campo?

 

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