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Giu 20, 2018

Cambia il modo di vedere i Mondiali. Solo il 60% guarda le partite in TV

Quattro anni fa in Brasile la TV era ancora regina, quest'anno le app dominano la scena. Irrompono i Football Data: per i tecnici c'è Wyscout, per gli spettatori c'è anche SofaScore

Sono i primi Mondiali di calcio dopo lo scandalo Cambridge Analytica. E infatti i Football Data stanno diventando sempre più importanti nel racconto delle partite. Wyscout ha rivoluzionato le abitudini degli osservatori: l’azienda di Chiavari è un grande fratello sempre acceso sul calcio, ovunque si giochi, e di ogni giocatore può produrre un corredo statistico che vale tanto quanto il codice genetico per una persona comune.

In principio il Fantacalcio, poi i Social

Un mix determinato dal crescere delle scommesse, argomento sempre difficile da trattare nello sport, e dall’affermazione, meno pericolosa, del Fantacalcio che ha regalato e ragala a tutti l’illusione di saperne quanto i maghi delle panchine: ecco cosa ha cambiato, per sempre, il calcio.

Quattro anni, in Brasile, l’Italia c’era: Cesare Prandelli in panchina, Balotelli e Cassano in squadra, Giancarlo Abete presdidente della Federazione. Adesso l’Italia è a casa, Balotelli potrebbe essere il capitano della rinascita, affidate a lui le chiavi della squadra da Roberto Mancini, e Giancarlo Abete potrebbe tornare in sella alla federazione come presidente. Cambia poco, in Italia, cambia sempre molto lentamente, ma cambia tutto in realtà. Perché ci sono state, nel frattempo, due Olimpiadi disputate in orari non da prime time per il mercato europeo a cambiare le abitudini della gente, in Corea ha addirittura esordito la virtual reality.

Una volta c’era la TV

E così la tv non è più il mezzo principale grazie al quale si vedono i Mondiali. Anni luce da quando, nel 1970, il primo pallone ufficiale fu chiamato Telstar nella consapevolezza che sarebbe stato la star appunto delle prime dirette tv mondiali. Secondo uno studio di Ipsos solo il 62% di chi seguirà le partite in Russia lo farà grazie al televisore. Considerata l’età media degli spettatori del calcio, significa che ci sono almeno due generazioni che nemmeno accenderanno la tv. Un quarto degli spettatori, e parliamo di audience mondiale, vedranno le partite online, il 13% sui telefonini e l’8% grazie ai tablet. Ci sono, in questi numeri, tante novità: alcune, non sempre considerate, riguardano ad esempio la costruzione dei nuovi stadi che dovranno avere sempre più schermi e sempre più spazi, individuali e collettivi, per una fruizione social della partite: un occhio al campo, e un altro ai device dove arrivano i commenti da tutto il mondo. D’altra parte in questa stagione abbiamo visto anche in una partita di Champions League giocatori in panchina che protestavano con il quarto uomo, l’arbitro a bordo campo, facendogli vedere sul tablet i replay di azioni giudicate in campo in modo errato e sfavorevole a loro.

Il divano di casa e il bancone del bar i nuovi punti di ritrovo

Gli spot della Heineken per la Chamnpios League hanno fotografato questa realtà da un pezzo, adesso Pirlo è protagonista di una campagna di Uberaets per la McDelivery di cene a domocilio, di cui si può facilmente intuire il menù. Ma il fenomeno più curioso è SofaScore, una app che fino al 31 luglio si può scaricare gratuitamente. Anche qui, il nome dice se non tutto molto: SofaScore raccoglie tutti i dati generati da una partita e li mette a disposizione degli spettatori, anche per tennis e basket a dire il vero. SofaScore seleziona le abilità dei giocatori in cinque categorie: attacco, tecnica, tattica, difesa e creatività. Come se fosse davvero il 2018 il cinquantenario de La leva calcistica del 68, la canzone di De Gregori che invece è stata scomposta più tardi ma ha stabilito, per sempre, che un giocatore non lo giudichi per un rigore sbagliato, ma “dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”. Ecco, De Gregori oggi dovrebbe trovare altrove la sua ispirazione, mentre noi, forse, pagheremmo volentieri cara una pizza e una birra se potessimo consumarle davanti a un grande schermo che di una partita ci fa vedere anche la parte sommersa dell’iceberg, quella con tanti numeri. E con i commenti dei social filtrati in diretta per non invelenire lo spettacolo e alzi farlo diventare più coinvolgente.

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