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Giu 29, 2018

Il tonfo della Germania: una sconfitta per gli sport data

Nessuno aveva previsto l'eliminazione al primo turno dei campioni del mondo in carica. E se avessero ragione, come al solito, i Simpson?

Passato un giorno, l’eliminazione al primo turno dei Mondiali della Germania in carica continua a essere la notizia più significativa in arrivo dalla Russia. Vero, la Germania è in buona ed europea compagnia: anche l’Italia e la Spagna da squadre campioni in carica sono usciute al primo turno, rispettivamente nel 2010 e nel 2014, ma per luogo comune non ci aspettavamo tanto dai tedeschi ( che in effetti non erano mai usciti al primo turno ). Allora, sempre ragionando di luoghi comuni, la terza prova consecutiva dovrebbe smentire un vecchio adagio dello sport: squadra vincente non si cambia, si dice di solito. Ma cambiare è invece essenziale quando invece che da solo sei sul tuo mercato in compagnia anche degli avversari che ti hanno preso le misure.

Dalle scommesse ai videogame

Hanno perso gli scommettitori e, ovvio, le agenzie di scommesse: Germania, e Brasile, avevano alla vigilia dei Mondiali le quote più basse, ovvero una loro vittoria era data come altamente probabile. Ma con la pochezza della squadra di low hanno dovuto fare, anzi rifare i conti in tanti. Goldman Sachs aveva raccolto 200mila parametri statistici, li aveva affidati a un programma di machine Learning, e il risultato era stato finale Germania-Brasile. Electronic Arts, l’azienda che realizza il videogame più venduto, Fifa 18, proprio considerando gli aggiornamenti caricati nella versione dedicata ai Mondiali, aveva previsto quattro semifinaliste europee, con le sudamericane uscite di scena ben prima, addirittura l’Argentina ai quarti di finale contro la Francia, partita che effettivamente è in programma il 30 giugno. In Germania-Spagna erano dati per vincenti i tedeschi, in Francia-Belgio i francesi. In finale la Francia era data come vincitrice dopo i rigori. L’uso del tempo non è casuale: la Germania ci ha ricordato che è imperfetto affidarci solo ai numeri.

 

De Gregori e i Simpson i veri vincitori

Quest’anno, nel silenzio di tutti, si celebra un anniversario indiretto. Compie 50 anni non una canzone, ma la leva calcistica del 68 a cui è dedicato un bellissimo brano di Francesco De Gregori che evidentemente aveva anticipato questo tracollo dei numeri applicati al calcio.

 

Un giocatore, canta, “lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia” che evidentemente non possono essere misurati, sono doti buone al massimo per il Fantacalcio che pure adesso e’inquinato dalla fede cieca, troppo, nelle statistiche. Poi, ci sono i Simpson, che senza algoritmi e formula magiche, sono la sfera di cristallo che annuncia con largo anticipo eventi imprevedibili. I Simpson hanno previsto Lady Gaga protagonista di un half time show del Superbowl e, soprattutto, hanno dato come inquilino certo della Casa Bianca un tipo in tutto e per tutto simile a Donald Trump. Allora adesso è il caso di prendere sul serio una puntata andata in onda nel 97.

La famiglia gialla è riunita davanti alla tv per vedere il più grande evento sportivo del mondo: in campo, Messico e Portogallo. Non tutto è perduto potrebbero dire come forma di difesa quanti non hanno previsto il crollo della Germania. Anche i Simpson si sono sbagliati: Messico e Portogallo sono nella stessa parte del tabellone, ben che vada si incontreranno in semifinale. E il calcio continuerà ad essere un mistero allegro che non può essere spiegato solo coi numeri. C’è di che stare Allegri, nel senso di Massimiliano, l’allenatore della Juve: lui dice sempre che lascia agli assistenti il compito di raccogliere tutti i dati possibili di ogni giocatore e di ogni partita, poi decide d’istinto. Per le novità tecnologiche ripassare più avanti, nemmeno serve aspettare quattro anni col ricco calendario del calcio.

 

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