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Lug 2, 2018

Mondiali, il grande sconfitto è il marketing. Con Messi e Ronaldo fuori dai giochi chi sarà il nuovo volto del calcio?

Eliminati Messi e Ronaldo che si dividevano il mondo finora: uno Adidas, l'altro Nike, in lotta entrambi per il Pallone d'oro. Possono essere ancora loro i poster boy alla vigilia della prossima stagione?

Magra consolazione per l’Italia vedere che fine hanno fatto ai Mondiali squadroni come la Germania, la Spagna, il Portogallo (per non dire della Svezia che continua a fare strada dopo averci battuto nell’ultimo appello per le qualificazioni ). Negli uffici marketing mondiali del calcio stanno persino peggio: l’eliminazione di Portogallo e Spagna ha fatto sparire di scena fin dagli ottavi i poster boy Ronaldo e Messi, i giocatori che da anni si dividono la scena e che, con scarso tempismo, hanno continuato pure in Russia a farsi la guerra tirando in mezzo una capra per dire di essere ognuno a sua volta una goat, ovvero the Greatest Of All Time, il titolo che si era attribuito, lui sì a ragione, Mohammed Ali.

La rovesciata in Fifa 18

Ronaldo è protagonista della nuova versione di Fifa 18, il videogame,  che sarà distribuita il 28 settembre, troppo presto per avere un protagonista nuovo, troppo tardi per avere ancora il portoghese in copertina visto che in copertina resterà per tutta l’estate chi vincerà i Mondiali. E dire che i programmatori di Electronic Arts hanno fatto tutto al meglio, riuscendo ad inserire nel videogame top anche la celebre rovesciata eseguita a Torino contro la Juve. Ronaldo in pratica è stato il tester della nuova tecnologica Real Player che introduce un nuovo livello di reattività. Certo i mezzi per recuperare attenzione a Ronaldo non mancano, però il Mondiale sgonfierà un poco le sue pretese economiche, proprio perché anche ai suoi sponsor personali mancherà quella campagna pubblicitaria gratuita che sarebbe stata un Mondiale del Portogallo se non vincente almeno più lungo.

Il parco di Nanchino

Leo Messi sta pure peggio. Il Mep, il Messi Experience Park, aprirà a Nanchino solo nel 2020. Vero, il mercato cinese è sufficientemente grande da assorbire ogni delusione, anche perché il Barcellona vale in promozione il Real Madrid, dunque il ritorno nel club sarà la miglior strategia per l’argentino, ma l’uscita di scena contro la Francia, e in generale il rendimento abbastanza anonimo in nazionale, rischiano di essere un primo sipario sulle recite di Leo. E come per Ronaldo, che pure ha un contraltare naturale in Neymar, stesso sponsor ad esempio, Nike, anche per Messi non ci sono sostituti pronti a interpretare per Adidas il ruolo di star globale. Ronaldo ha due vantaggi: una ribalta mondiale con il Real, se resta, ce l’ha ancora; e il calendario della prossima stagione, con la nascita della Nations Cup, torneo intermedio in Europa, in attesa degli Europei 2020, gli garantisce una rivincita immediata con la nazionale.

I bitcoin sul campo da calcio

Dunque è cominciato un censimento allargato: bisogna trovare le nuove icone del football. Il colombiano James Rodriguez, che quattro anni fa era stato il miglior marcatore in Brasile, titolo subito incassato con il trasferimento in Europa, prima al Real e poi al Bayern, ha scelto una strada originale per presentare la sua candidatura. In Russia in questi giorni ci sono una catena di hotel e una catena di bar che accettano pagamenti in bitcoin, strategia di marketing evidentemente. E Rodríguez addirittura a maggio ha presentato sulla piattaforma SelfSell una criptovaluta personale, pensata per far partecipare ai suoi successi anche la gente, non per spremere i portafogli dei tifosi. Jr10 Token si chiamano i bitcoin dell’asso della nazionale colombiana, ma difficilmente questo basterà a fargli guadagnare il ruolo di icona mondiale che è stato ed è ancora di Ronaldo e Messi.

Solito calcio, un nuovo campione

E così, in cerca di un nuovo testimonial, dobbiamo forse guardare alla Francia. Mbappè, il giocatore più in vista della squadra di Deschamps, è giovane ma ha già le idee chiarissime. In campo e pure fuori: anche senza avere ancora i numeri social dei suoi predecessori, è molto più e meglio social di loro. Consapevole della fortuna di essere un calciattore, scritto proprio così, con due t, perché protagonista del suo destino, grazie al robusto stipendio che gli pagano i qatarioti padroni del Paris Saint Germain, la sua squadra, ha chiesto e ottenuto di giocare in nazionale per beneficenza. Lui non lo ha detto nessuno:  lo hanno scoperto i giornalisti  in Francia dove lo chiamano anche, tra tanti soprannomi, Piccolo Obama. Un calciatore che dice di non avere bisogno di soldi porta le partite su un altro e alto livello, lontano da anni luce dai capricci di Ronaldo e Messi. I premi che vincerà con la nazionale andranno così a Premier de cordèe, una associazione benefica che aiuta, appunto con lo sport, bambini ricoverati in ospedale o affetti da disabilità. Va a finire che ci tocca tifare Francia.

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