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Lug 6, 2018

La Formula 1 sceglie AWS Cloud e userà i dati per migliorare le performance dei piloti

L'esordio di Amazon Web Services al Gran Premio d'Austria promette di essere l'ennesima svolta tech nello sport

Leggi che AWS Cloud sta trasformando lo sport e, per allenamento, reagisci come di fronte a tante frasi da comunicato stampa. Nessuno parla male della merce che vede in vetrina. Poi ti concentri meglio su quello che hai appena letto ed ecco che la notizia si materializza e genera una scossa. AWS sta per Amazon Web Services, ultimo terreno conquistato dalle truppe di Bezos la Formula 1: dopo l’esordio al GP d’Austria dei giorni scorsi promettono che nulla sarà più come prima. I primi segnali di qualcosa di nuovo si erano già visti in Corea per i Giochi Olimpici, grazie in realtà a un timido esordio di Virtual Reality. Molto più impattante invece il boost della Formula E: a un segnale dei telecronisti, il pubblico può votare da casa e dare più potenza a una vettura.

La tecnologia nello sport

La Formula 1  è solo l’ultima conquista. Prima sono venuti sport molto più “Usa” della Formula 1 che però adesso è  di proprietà statunitense e dunque ha l’urgenza di cambiare per diventare qualcosa di più e di meglio delle sonnacchiose gare offerte negli ultimi tempi.

 

AWS è un mondo grande e senza confini, anche ci fossero l’utilizzo combinato di cloud, Internet Of Things, Big Data e Intelligenza Artificiale li abbatterebbe in un attimo. Non sempre facile da capire per noi che siamo cresciuti per anni a colpi di moviola e ancora adesso non ci fidiamo completamente del Var, preferendo evocare i classici poteri forti che guidano le scelte degli arbitri.

L’esempio del baseball

Negli Usa invece c’è un caso famoso che ha risolto ogni dubbio. Finale per il titolo del baseball nel 2014, un giocatore dei Kansas City Royals, battuta la palla, fa quello che gli suggerisce la pratica di anni: cerca di raggiungere la base in scivolata. E’ eliminato da un difensore dei San Francisco Giants, squadra che poi vince il titolo. Invece che semplicemente guardare e riguardare le immagini, i tecnici fanno un’altra analisi, comparata, grazie a un sistema chiamato Player Tracking System, e scoprono che se l’attaccante invece di scivolare avesse provato a raggiungere la base correndo avrebbe guadagnato 30 centimetri e con questi, non essendo più eliminato,  il titolo. Normale che ogni allenatore sia saltato sulla sedia e abbia detto: li voglio anch’io quei dati! E parliamo di uno sport che Brad Pitt ci ha raccontato pure al cinema: studiare bene i dati può essere una alternativa, anche se non risolutiva, modo per costruire una squadra (Moneyball, in italiano L’arte di vincere).

L’analisi dei dati generati dai giocatori

Al mondo NFL i tecnici di AWS hanno presentato invece Next Gen Stats, ovvero una serie di dati e numeri che sono generati dagli stessi giocatori in campo grazie a una etichetta elettronica RFID applicata all’attrezzatura o nascosta nelle divise. In particolare sono calcolate posizione, velocità e accelerazione, numeri che in una partita decisa dagli episodi sono fondamentali. Poi, è questa è la vera rivoluzione, possibile grazie all’uso del cloud, hanno presentato  Hudl, una applicazione di trimming, ovvero di archiviazione video: più di 39 ore di video possono essere archiviate in alta definizione in un minuto ed essere a disposizione, in tempo reale, per gli allenatori di tutto il mondo. Ovvio che quelli in campo, e già li abbiamo visti, se li facciano arrivare su ogni device possibile, primariamente gli smartphome per vederli e rivederli subito. Magari insieme ai giocatori interessati.

La Formula 1

Per il suo sbarco in Formula 1, AWS Cloud ha dichiarato non il… mandante, ma il target da raggiungere: si tratta dei 500 milioni di persone che guardano i Gran Premi in tutto il mondo. In tv e con altri device. Trasferire su cloud  la montagna di dati che ogni GP genera, perché ogni scuderia e ogni vettura a sua volta generano altre montagne di dati, significa adottare le potenzialità del machine Learning a beneficio dei tecnici ai box ( e di quelli che le varie squadre hanno collegati, in remoto, dai loro centri tecnici ). Per noi comuni mortali invece l’integrazione tra questi dati e le immagini può realizzare “metriche mai viste”, dandoci nuove chiavi di interpretazione delle scelte di piloti e box. E allora torniamo in poltrona, pronti per il prossimo GP (Domenica 8 luglio, Silverstone): Amazon ha costruito un impero sulle consegne, merita fiducia sulle novità che sta par farci arrivare a casa.

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