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Lug 9, 2018

Olimpiadi 2026: perchè all’Italia conviene ospitare i Giochi più costosi

Cortina, Milano e Torino hanno presentato lo studio di fattibillità per ospitare i Giochi Olimpici Invernali del 2026. Adesso l'Italia deve scegliere chi candidare e in Italia, l'anno prossimo, il Comitato Olimpico Internazionale deciderà la città vincente

Cortina, Milano e Torino, in rigoso ordine alfabetico, hanno presentato al Coni lo studio di fattibilità che presenta le loro ragioni per candidarsi come città che ospiterà i Giochi Olimpici Invernali del 2026. Il 6 è un numero ricorrente: Cortina fu la sede dei Giochi Olimpici Invernali, i primi trasmessi in tv in tutto il mondo, l’ultimo tedoforo inciampò in uno dei cavi stesi per realizzare la diretta, nel 1956; Torino li ha ospitati da poco, nel 2006, e la città da allora è cambiata. Adesso la palla passa al Coni che, con il Governo, considerato anche l’ultimo precedente, con la giunta Raggi che hi ritirato Roma dalla corsa per il 2024 all’ultimo momento, deciderà chi sarà effettivamente candidato. Poi l’anno prossimo, a Milano, il Cio assegnerà i Giochi tra tutte le candidature.

Agenda 2020

Lasciamo da parte le altre candidate per il momento, anche negli altri Paesi il dibattito pro o contro i Giochi è molto acceso. I Giochi sono un evento di importanza planetaria, ma hanno un costo sportivo e un costo, da tenere separato, che riguarda il Paese, per quanto realizzato per l’occasione ma utile anche in futuro, e ricavi che riguardano invece tutto il territorio che li ospita. Questo, in sintesi, dice la famosa Agenda 2020 varata in tutta fretta dal Cio dopo che i Giochi di Sochi nel 2014, organizzati da Putin per inventare di fatto una località turistica che da allora conosciamo anche per il Gran Premio di Formula 1 e per i Mondiali di calcio, erano costati, complessivamente, talmente tanto che c’era il rischio che nessun Paese potesse più permettersi o addirittura volesse organizzarli. Nel rinnovare gli impegni assunti con l’emanazione dell’Agenda 2020 il Cio ha riassunto le norme del contratto con la città che da candidata diventa sede dei Giochi: 926 milioni di dollari sarà il contributo garantito immediatamente, frutto di diritti tv e sponsorizzazioni.

Gioco di squadra

Il Cio stima un risparmio di un altro miliardo nell’organizzazione dei Giochi e di mezzo miliardo nell’organizzazione delle Paralimpiadi grazie a un percorso più semplice nei sette anni che precedono l’evento sarà possibile  ad esempio l’utilizzo di impianti già esistenti. Il direttore esecutivo dei Giochi Christophe Dubi ha aggiunto: “Stiamo facendo di tutto per rendere i Giochi un evento sostenibile che lascia un’eredità permanente per i cittadini riducendo i costi e la complessità dei Giochi”. Per qualcuno sono parole al vento, per chi conosce quanto e come sono cambiati i Giochi negli ultimi tempi, sono il motivo per cui oggi presentare una candidatura diventa interessante. Perché entrano in campo pure gli sponsor del Cio come possibili partner delle città.

Made in Italy

Ricordiamo anche dove si terranno le edizioni dei Giochi precedenti quelli del 2026: 2020 Tokyo (Olimpiadi Estive), 2022 Pechino (Olimpiadi Invernali), 2024 Parigi (Olimpiadi Estive). La sequenza continentale, cominciata in Corea quest’anno, che tiene i Giochi in Asia per tre appuntamenti diventa una opportunità per tanto made in Italy, e il Coni ha stretto un accordo con Alibaba per la presenzatione di alcuni prodotti. Chi può essere il partner locale che noi aggiungiamo ? Perché non pensare al marchio Italia e presentare su tanti mercati nuovi il sistema Paese delle nostre aziende? Oggi una delle declinazioni dell’Agenda 2020 è anche e soprattutto l’attività legata ai Giochi che non è più concentrata in 16 giorni di Olimpiadi e in 11 giorni di Paralimpiadi: i Giochi stessi vivono ogni giorno dell’anno, con un gioco di squadra e un monitoiraggio di ogni attività che sono decisi proprio per dare un valore nuovo all’evento più importante del mondo.

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