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Lug 10, 2018

Il cambiamento climatico? Te lo rivela una gara ciclistica

Uno studio sul giro delle Fiandre dimostra quanto il clima di oggi sia diverso da quello degli inizi del 900

Che il clima stia cambiando è una triste verità. Chi ama il giardinaggio si accorge che ogni anno la stagione inizia un po’ prima degli anni precedenti, chi ama la montagna, e ritorna spesso negli stessi luoghi, si rende conto che i ghiacciai si stanno riducendo e, contemporaneamente, la vegetazione sta salendo, grazie all’aumento delle temperature.

Benchè questi effetti siano sotto gli occhi di tutti, gli scettici del cambiamento climatico sostengono che ci facciamo ingannare da effetti per lo più locali che si inseriscono nel panorama delle normali fluttuazioni del clima. Per convincerli che non si tratta né di effetti locali, né di fluttuazioni,  sono stati sviluppati degli affascinanti progetti fotografici che sfruttano il patrimonio di immagini storiche disponibili per moltissime regioni del mondo. Trovata una foto datata di una determinata località, basta ritornare nello stesso posto nello stesso periodo dell’anno e fotografare di nuovo lo stesso paesaggio.  Qualsiasi coppia di foto contiene informazioni interessanti. In Cina si sono concentrati sulle risaie e hanno scoperto che, mentre 100 anni fa in giugno le foto  riprendevano i contadini che piantavano il riso, adesso a giugno le piante sono già cresciute a riprova di  un avanzamento di circa un mese nei tempi della coltivazione.

Gli archivi video possono essere altrettanto importanti, ma, per poter fare uno studio sistematico, occorre che riprendano gli stessi luoghi in determinati periodi dell’anno.

Le riprese delle competizioni sportive, che si ripetono ogni anno alla stessa data e sullo stesso percorso, si stanno rivelando una risorsa insperata nella documentazione del cambiamento climatico. Ovviamente non stiamo parlando di gare di formula 1, che si svolgono in circuiti asettici, parliamo piuttosto di competizioni che si svolgono su strade normali circondate da alberi, campi, giardini, foreste.

Lo studio delle piante in Belgio

Dal 1913, nella prima domenica di  aprile, si organizza in Belgio il giro delle Fiandre una corsa classica nel mondo del ciclismo che segue sempre, più o meno, lo stesso tracciato lungo circa 260 km. Il fatto che la gara abbia luogo all’inizio della primavera è particolarmente interessante e offre la possibilità di studiare eventuali  variazioni del comportamento stagionale delle piante nel corso del tempo.

Sopra l’aerea geografica interessata (i triangoli segano le 12 salite considerate),

In mezzo la stessa coppia di betulle riprese con diverse copertura di foglie (i numeri da 0 a 4 si riferiscono appunto alla presenza minore o maggiore di foglie),

Sotto  esempio dello studio di un particolare pioppo (all’interno dell’area tratteggiata in bianco) che è stato individuato in 21 anni di dati, dal 1988 al 2014. Anche in questo caso i numeri tra parentesi quadre quantificano la quantità di foglie presenti.

 

Lo stesso albero inquadrato anno dopo anno

La ricerca è stata fatta sulle riprese a colori e di buone qualità effettuate nel corso di 36 anni tra il 1981 e il 2016 scegliendo 12 salite dove i corridori avanzano più lentamente e il paesaggio si vede meglio. Sono stati selezionati una ventina di luoghi dove le inquadrature mostravano chiaramente lo stesso albero un anno dopo l’altro (qui il progetto).

Analizzando la presenza (o meno) di foglie e fiori, insieme al loro grado di sviluppo, gli autori hanno dimostrato che nell’ultima decade, la primavera è arrivata in anticipo. Mentre negli anni ’80 quasi nessun albero aveva foglie nel momento della gara, tra il 2006 e il 2016 la metà degli alberi aveva già iniziato a coprirsi di foglie. Il risultato è chiaramente correlato con la temperatura media misurata nel periodo gennaio febbraio marzo nella zona dove cresce l’albero, mentre non dipende dal livello di precipitazioni, né dalla temperatura dell’anno precedente. Quello che conta sono i mesi immediatamente precedenti  la gara quando le misure fatte in loco mostrano un aumento della temperatura di 1,5° nel corso dei 36 anni coperti dallo studio.

Non tutti gli alberi reagiscono alla stesso modo all’aumento di temperatura. La magnolia è più sensibile del salice e del pioppo. Sono informazioni ancora preliminari, visti i numeri piccoli di alberi considerati, ma sono un importante punto di partenza  se vogliamo essere preparati a ottimizzare la scelta degli alberi da piantare in un mondo sempre più caldo.

Oltre al valore botanico della ricerca, questo risultato dimostra come sia importante archiviare e conservare le riprese televisive. Chi avrebbe mai potuto immaginare che le riprese di una corsa sarebbero state utili per lo studio della reazione degli alberi al riscaldamento globale?

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