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Lug 23, 2018

Dal paddle al diving. SportClubby, l’app per tutti gli sport

Se siete in spiaggia con i racchettoni, o se siete in piedi sulla tavola al mare o su un fiume, allora siete testimonial della nuova passione italiana per il paddle (e lo stand up paddle). Per organizzarsi ora c'è un'app.

Io sono un ex giocatore di squash, normale che non mi piaccia l’etichetta di sport minore, per la mia e per ogni altra disciplina. Sono anche una persona che, per mestiere e per passione, si è sempre occupata di ricerca e di tecnologia abbinate allo sport. Così, pensando a SportClubby, ho pensato alle mie necessità ma anche e forse soprattutto a una sfida: aumentare il tasso di pratica sportiva, e polisportiva in particolare.

Una palestra grande come l’Italia

Biagio Bartoli dello startupper ha tutti gli entusiasmi, ma ha anche, e questa è forse la sua marcia in più, una profonda conoscenza dello sport. Altrimenti SportClubby non sarebbe arrivata in pochi mesi ad avere 6500 palestre registrate  25 mila utenti attivi. Perchè Bartoli le palestre le registra gratuitamente e le carica nella sua app che, come una buon lampada di Aladino, realizza i desideri degli utenti nel momento giusto e nel posto: indirizzandoli verso il punto più vicino, con evidente beneficio dei centri sportivi di avvicinare una clientela nuova.

Sport, sostantivo plurale

Poi, a differenza di altri prodotti simili, SportClubby non si esaurisce in una sola disciplina, dal paddle, l’ultima moda, al diving, volgarmente i tuffi, invece di un’offerta verticale grazie a un sistema di machine learning allarga la sua offerta che, presto, organizzerà anche le partite degli utenti, non solo in modalità push ma anche pull. Meraviglie di un gioco di squadra locale, nazionale e internazionale: “Il nucleo centrale l’abbiamo a Chiavari, siamo solo in 2, un’altra quindicina di persone è dislocata sul territorio, poi abbiamo un team di sviluppatori molto bravi in Ucraina. Non è solo questione di costi, sono molto bravi a utilizzare le potenzialità della blockchain” spiega ancora Bartoli.

Dalla waiting list alla diretta

Abituati a risalire alla fonte per ogni situazione, Biagio ha guardato intanto alla sua disciplina per vedere come funziona, ha capito che una soluzione che deve essere offerta dalla sua app è la gestione delle waiting list, in modo appunto da organizzare anche partite tra utenti che non si conoscono e sono magari vicini di campo. Non solo, abituato a lavorare negli eventi live, ha aggiunto una telecamera amministrata da un  computer interno che installata sui lampioni per l’illuminazione dei campi permette di trasmettere in diretta ogni partita. E così l’ultima moda dei circoli di Roma, il paddle appunto, ben sostenuto dalla stessa Federtennis, è uscito dai circoli romani per diventare un fenomeno nazionale a cui i circoli milanesi rispondono con gli esercizi di chi si allena per l’eventuale riapertura dei navigli pagaiando. Sempre paddle è , ma standup: in piedi sull’acqua.

 

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