immagine-preview

Lug 31, 2018

Enrico Berrè: come social e tech cambiano la scherma (e fanno vincere le medaglie)

La spedizione italiana ai mondiali di scherma torna a casa col solito carico di metalli preziosi. Uno sport che grazie alla visibilità offerta dai social newtork sta diventando sempre più popolare

Romano, classe 1992, nazionale di scherma nella specialità della sciabola dal 2009 – quando riceve la prima convocazione per la Nazionale under 17 – e nelle Fiamme Gialle dal 2011, 8 medaglie all’attivo, di cui 3 ori. Enrico Berrè è appena rientrato dalla Cina, dove ha conquistato ai Mondiali di Wuxi l’argento nella sciabola a squadre insieme con Aldo Montano, Luca Curatoli e Luigi Samele: e racconta in esclusiva a Startupitalia! la scherma e come sta cambiando, tra social network e device tecnologici.

 

StartupItalia!: Grandi successi ma ancora la percezione che la scherma sia uno sport “di nicchia”: che cosa ne pensi?

Enrico Berrè: Per visibilità, la scherma viene considerato uno sport secondario rispetto a molti altri, e televisioni e giornali ci danno poco spazio rispetto all’altissimo numero di medaglie che riportiamo ogni anno in Italia. Per questo, noi atleti cerchiamo di arrangiarci e curare il più possibile la comunicazione e il rapporto con chi lo pratica e lo segue.

SI!: In che modo?

EB: Da questo punto di vista Instagram e i social network in generale, sono un ottimo strumento, che con pochi click ti permette di condividere i tuoi successi, le tue esperienze e più in generale il tuo sport con migliaia di persone. In tantissimi scrivono ogni giorno a me e ai miei compagni, per complimentarsi con noi o saperne di più su uno sport ancora purtroppo poco conosciuto. Mi piace pensare di poter essere un’ispirazione per i giovani, schermidori e non: voglio far conoscere me come atleta e come persona, il mio sport e quanto di bello facciamo.

 

SI!: Le tecnologie ti aiutano anche negli allenamenti?

EB: Certamente si. Le nostre tecniche di allenamento sono in continua evoluzione: per migliorare le prestazioni bisogna anche alzare il livello di cosa si fa e come lo si fa. In particolare, la rilevazione dei valori è fondamentale per sapere in modo mirato che cosa andare a migliorare nel minor tempo possibile: anche lo sport in questo senso cambia molto velocemente, e noi dobbiamo sempre essere al passo con i tempi se non vogliamo essere superati dalle altre nazioni.

SI!: Qualche strumento tra quelli che impiegate ti piace particolarmente?

EB:  Trovo siano molto utili i sensori utilizzati dal mio team: collegati alla vita e con delle bande a terra che formano una pedana, forniscono al PC – tramite anche una telecamera – dati su forza, velocità, reattività e altezze, che vengono poi elaborati, permettendo di monitorare e migliorare le performance.

 

SI!: Un commento sui Mondiali appena conclusi?

EB: I Mondiali in Cina sono stati agrodolci! Abbiamo conquistato un bellissimo argento a squadre ma al tempo stesso abbiamo perso l’oro, che in fondo è l’unico metallo che davvero ci interessa. Io, poi, ho espresso un ottimo livello di scherma, anche individualmente: purtroppo mi sono fermato alle porte dei primi 8 del mondo, quindi il risultato non è stato quello sperato. Ma è stato per sole due stoccate contro il campione del mondo in carica, e questo mi lascia ben sperare per il futuro!

SI!: Qual è il tuo prossimo obiettivo?

EB: Il mio prossimo obiettivo è anche il sogno che ho da sempre, e cioè le Olimpiadi. Un sogno che è sfumato per pochissimo a Rio2016: non voglio più commettere un simile errore, mi ha fatto troppo male, quindi non mancherò a Tokyo 2020.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter