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Ago 25, 2018

Dalle tute per i nuotatori alle gallerie del vento: la tecnologia condiziona lo sport?

Tutte le discipline si affidano a materiali e tecnologie sempre più innovative. Il rischio è che la prestazione degli atleti vada oltre le loro effettive capacità

I materiali sportivi ultra-tecnologici fanno ormai parte della vita e della preparazione degli atleti di tutti gli sport: dal nuoto al golf, fino alla corsa. C’è però una linea molto sottile, su cui si mantengono in equilibrio diversi record del mondo, che separa queste innovazioni tecnologiche dall’essere, da un lato, un semplice aiuto per gli atleti, dall’altro uno strumento capace di condizionare in maniera decisiva le competizioni. È una questione di non poco conto, perché utilizzare una tuta o paio di sci che migliorano sensibilmente le prestazioni può fare la differenza tra battere un record o arrivarci vicino, tra vincere una medaglia olimpica o piazzarsi nelle prime dieci posizioni della classifica finale.

 

Una recente indagine del New York Times ha confermato che il modello di Nike Vaporfly Elite messo sul mercato lo scorso anno, grazie alle suole in fibra di carbonio, può migliorare fino al 4% le prestazioni dei runner. Non solo quelli professionisti, ma chiunque abbia già una buona preparazione atletica: anche a livello amatoriale.

Nuotatori come squali

Allenamento e tecnica sono alla base delle prestazioni degli atleti in vasca: ma una buona tuta può fare la differenza. Nel 2009 furono proibite le tute integrali, a causa dell’eccessivo numero di record del mondo che venivano battuti dai nuotatori che le indossavano. Erano indossate in modo da aiutare il corpo a scivolare nell’acqua, riducendone l’attrito, ed erano realizzate con materiali ultra-tecnologici. Per studiarne la linea, gli esperti del Natural History Museum di Londra avevano osservato il movimento degli squali per capire come si muovevano in acqua.

Lotta contro il vento

I ciclisti professionisti hanno un nemico comune: la resistenza dell’aria. L’aerodinamica sta diventando una parte sempre più fondamentale di questo sport, non solo nelle gare su pista ma anche nelle tappe a cronometro dei principali giri su più settimane. Le biciclette sono disegnate per ridurre al minimo l’impatto con il vento, e i corridori indossano dei caschi aerodinamici con una coda a punta. La tecnologia è entrata anche negli allenamenti: nelle gallerie del vento si curano tutti i dettagli, anche quelli apparentemente più insignificanti: con particolare attenzione alla posizione in sella, che varia a seconda del tipo di bicicletta utilizzata.

Tecnologia in buca

Anche nel golf si discute dei vantaggi che arrivano dalla tecnologia. Recentemente si è iniziato ad utilizzare delle palline contenenti grafene: sembra che questo materiale permetta di piazzare colpi più lontani. Il grafene è 100 volte più resistente dell’acciaio, ma allo stesso tempo più elastico. Secondo l’Università di Manchester, dove questo materiale è stato scoperto, è “ultra-leggero ma incredibilmente resistente”. Compone la parte esterna della pallina, ed essendo così forte la sezione può essere più fina: di conseguenza, il cuore della pallina è più grande, e questo aumenta la velocità, permettendo di arrivare più lontano.

Tute su misura

Non sono solo i nuotatori ad aver usato tute super-veloci. Ai giochi invernali di Pyongyang la squadra di slittino della Gran Bretagna ha usato delle divise speciali ideate per ridurre l’attrito con il vento. Le tute sono state personalizzate per ogni atleta usando uno scanner laser 3D per permettere di aderire perfettamente ai loro corpi. In quell’occasione la Gran Bretagna ha vinto tre medaglie: il Comitato olimpico ha ritenuto che gli atleti fossero idonei a partecipare alle gare con le loro tute speciali. Tutto merito del loro allenamento, o la mano (neanche troppo) invisibile della tecnologia ha condizionato il risultato finale?

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