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Set 7, 2018

Ritorno al futuro per la Figc

La Federcalcio punta al primato tecnologico. Prima a lanciare un hackathon, prima a presentare un database interattivo per ciascun giocatore che ha vestito la maglia della Nazionale

Uno dei difetti del calcio italiano è quello di confondere una parte con il tutto. Dall’anno scorso, ovvero dalla mancata qualificazione per i Mondiali,  pensiamo che sia tutto sbagliato: tutto da rifare. Invece, tutto tutto sbagliato non è.

Football Data Integration: un regalo di compleanno a Coverciano

Proprio oggi, alla vigilia della prima partita ufficiale da quello sciagurato ritorno di San Siro contro la Svezia, la FIGC ha chiamato a Bologna le squadre di serie A e B per presentare Football Data Integration: un monumentale database che rinnova il primato in materia tecnologica della Figc diretta da Michele Uva. Davvero, non c’è altra definizione che monumentale: di ogni giocatore che indossa la maglia della Nazionale, dalle giovanili alla squadra di Mancini, sono registrati i dati tecnici, fisici, medici, di performance e di match analysis. Non per niente, il nome completo del data base è FDI 360: un progetto in realtà non ancora completato a cui lavora pure un colosso come SAP.

Un investimento a tanti zeri che vale anche come regalo di compleanno a Coverciano, il centro tecnico della Figc che nel 2018 festeggia sessant’anni. Ovviamente sessant’anni fa non si teneva nessuna di queste registrazioni: invece di un Fabio Cannavaro, ultimo capitano di una Nazionale Campione del Mondo, ci sono tanti dati. Dalle giovanili a Berlino. Come si dice, una miniera.

Dal Qatar all’Italia

FDI 360 ha tante missioni diverse, ma tutte sono parte di un disegno unico: quello di evitare la dispersione di quel sapere, tecnico e non solo, rappresentato da tante misure diverse. Non solo: in un’epoca in cui si correggono i romani per dire che oggi il motto è condividi et impera, FDI 360 (con tutti i necessari protocolli di sicurezza) oggi è uno strumento consultabile sia dal diretto interessato che dalla squadra di club che presta il giocatore alla Nazionale. In modo che scatti una cooperazione che non sempre ha funzionato in passato. Al punto che il padre nobile di FDI, Walter Di Salvo che è uno dei preparatori migliori al mondo, lo ha dovuto sperimentare in Qatar prima di tornare a casa. Anche grazie a Uva, che aveva capito il valore del suo progetto.

Dialogo, una speranza

Infine una annotazione, a pochi giorni dalle elezioni in Figc che dovrebbero finalmente chiudere le incertezze federali emerse dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. L’incontro oggi a Bologna era intitolato Dialogo, quasi un manifesto per un mondo che ancora ogni tanto si aggrappa al silenzio stampa e che invece, più spesso, dovrebbe confessare una mancanza di idee e di progettualità. Basta dare al tutto le colpe di una parte: la Figc il suo ritorno al futuro lo costruisce quotidianamente.

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