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Set 26, 2018

Esports, dal prossimo anno via alla Champions League

La nuova lega vede tra le squadre al via Barcellona, Santos, Villareal e Galatasaray. In programma un torneo globale con in palio un montepremi di 500.000 dollari e l'obiettivo di connettere i videogiocatori con i tifosi dei club calcistici

La Champions League giocata non sul rettangolo verde ma sui monitor e col controller in mano. Questo è quanto promette la League of Professional Esports, la lega che raggrupperà i team dei club calcistici professionisti, che si sfideranno a partire dal prossimo anno in una serie di duelli con in palio un montepremi da 500.000 dollari.

 

La novità arriva dalla Spagna, nella persona del Ceo dell’organizzazione catalana, Xavier Cortés, che per diffondere il progetto si è accordato con la società giapponese Akatsuki (noto per aver realizzato il gioco per dispositivi mobili Dragon Ball Z Dokkan Battle), che dopo aver sborsato tre milioni di euro per il controllo della lega ha iniziato a sondare i club calcistici e individuare gli sponsor per la regione asiatica (Corea del Sud e Cina sono i due mercati più redditizi per gli eSports insieme agli Stati Uniti).

 

Per ora tra le squadre ai nastri di partenza ci sono Barcellona, Ajax, Villareal, Galatasaray, Real Sociedad, Santos, Eibar, Real Betis e i giapponesi del Tokyo Verdy. Sconosciute, e questo è un dettaglio anomalo, le discipline su cui verteranno gli incontri, anche se dovrebbero essere quattro gli sport in cui si battaglierà, a cominciare ovviamente dal calcio, con una classe arbitrale a garantire il corretto svolgimento degli incontri. Una certezza è che la partecipazione al campionato sarà concessa solo ai gruppi rappresentanti dei club, mentre non ci sarà spazio per gli altri giocatori professionisti e neppure per i team di proprietà di stelle del pallone, limite che ad esempio blocca la squadra virtuale di Mesut Ozil.

Forte di un’ascesa costante che tra i servizi di streaming (come Twitch, piattaforma di proprietà di Amazon) e i seguitissimi eventi dal vivo che richiamano parecchie decine di milioni di spettatori, il mondo degli eSports sta bruciando le tappe affermandosi a livello globale. Da Fortnite a Call of Duty, passando per Owerwatch, Madden NFL e League of Legends, i videogame più popolari trainano un mercato che sfiora i 400 milioni di seguaci, con 165 milioni di questi che compongono lo zoccolo duro degli appassionati (fonte Newzoo, società di analisi di mercato).

 

Le stime per l’anno in corso annunciano ricavi per 906 milioni di dollari, con una crescita che nel 2019 porterà a superare il miliardo di dollari. La rapidità con cui gli eSports hanno conquistato spazio e seguito è comprensibile anche da dettagli collaterali: stando a un altro studio di Newzoo, nel corso dell’anno i brand investiranno circa 694 milioni di dollari in iniziative legate al fenomeno, senza dimenticare che network come ESPN e Disney XD hanno chiuso un accordo pluriennale per trasmettere i playoff di Overwatch League, una delle competizioni più popolari in assoluto.

Il clamoroso successo premia soprattutto i giocatori, alcuni dei quali si assicurano entrate sbalorditive; il caso più eclatante è quello di Ninja, un 27enne di Chicago che dominando la scena in alcuni titoli di prestigio (da Halo a Fortnite) si porta a casa oltre 500.000 dollari al mese. E se i numeri non vi convincono, per farsi un’idea delle potenzialità degli eSports basta tenere a mente che il Comitato Olimpico Internazionale deciderà il prossimo anno se ammettere i videogiochi alle Olimpiadi del 2024 (da considerare, in questo caso, che il Cio è alla ricerca di discipline che piacciano ai giovani e assicurino seguito e sponsor, quindi difficile trovare di meglio degli eSports), senza diventare poi che sono stati attivati i primi corsi di laurea per trasformare la passione per i videogame in una professione: al Gaming Campus di Lione si può infatti scegliere se allenarsi per diventare una stella davanti al monitor, oppure sviluppare il fiuto da manager per scoprire i futuri talenti col joypad in mano.

Crescere i giovani videogiocatori è un obiettivo della stessa League of Professional Esports, che si prenderà cura dei giocatori in ogni aspetto: la lega collaborerà con nutrizionisti, psicologi e scienziati per migliorare il livello dei giocatori e promuovere al contempo un approccio al gioco più sano ma meno stressante. Gli altri valori esposti nel programma della nuova lega sono la trasparenza, l’inclusione e l’uguaglianza di genere (team misti e porte aperte a tutti), con l’obiettivo di appoggiarsi ai club professionisti più famosi del mondo al fine di connettere i giocatori con il pubblico, con i secondi a garantire sostegno ai primi, proprio come avviene la domenica con i tifosi sugli spalti a sostenere i beniamini in campo.

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