immagine-preview

Giu 4, 2018

iFly, il salto nel vuoto mozzafiato con la realtà virtuale

La nuova tecnologia implementata con la realtà virtuale permette di simulare il volo su alcuni dei posti più incredibili del mondo. Tutto avviene all’interno di tunnel studiati per ricreare le condizioni fisiche e atmosferiche tipiche della caduta libera

Avete mai avuto il desiderio di buttarvi da un aereo, vedere Dubai o le Alpi svizzere un paio di chilometri sotto di voi, con l’aria come unica barriera tra voi e il suolo, insomma di provare quell’incredibile scarica di adrenalina, ma non ne avete mai avuto il coraggio? Ora con iFly Indoor Skydiving, la più importante azienda al mondo specializzata in questo settore, è possibile provare le stesse sensazioni stando a pochi centimetri da terra.

Un volo simulato alla Hawaai e sulle Alpi

La nuova tecnologia implementata con la realtà virtuale permette di simulare il volo su alcuni dei posti più incredibili del mondo, i più amati da chi pratica sport estremi: il sud della California, le Hawaai, Dubai e, appunto, le Alpi. Tutto avviene all’interno di tunnel studiati per ricreare le condizioni fisiche e atmosferiche tipiche della caduta libera. La realtà virtuale è gestita attraverso il Samsung Gear VR, installato su un casco Cookie G3, uno di quelli utilizzati dai professionisti.

“Il paracadutismo è sempre stato nel DNA di iFly – racconta Mason Barrett, responsabile dello sviluppo – abbiamo sempre cercato di proporre la sensazione più realistica del salto nel vuoto, e la realtà virtuale oggi ci permette di farlo. Siamo veramente felici di riuscire a combinare la tecnologia con la nostra strumentazione, la sensazione fisica con le immagini. È incredibile, è qualcosa che provi solo quando ti butti da un aereo e ora si può ricreare”.

Va detto, ovviamente, che iFly non è in grado di replicare tutte le sensazioni di un vero salto nel vuoto: il senso di benessere e la gratificazione per essere riusciti a vincere la paura del vuoto non ha eguali, racconta chi ha provato entrambe.

Il lavoro fatto al fianco dei paracadutisti

L’azienda ha lavorato alla nuova tecnologia nel corso dell’ultimo anno, collaborando con alcuni dei migliori paracadutisti ed esperti video per cogliere ogni piccola sfumatura dello sport estremo e replicarlo. Per ammissione dello stesso Barrett, uno degli aspetti su cui hanno dovuto lavorare molto è stato quello della sensazione di nausea avvertito da diverse persone al termine della simulazione con la realtà virtuale, ma a dire la verità si tratta di un problema che si può verificare anche nella realtà, perché il corpo si trova disorientato provando nuove sensazioni per la prima volta. Paradossalmente la tecnologia iFly supera l’esperienza in 3D, perché interessa quattro dimensioni: il fisico associa quello che sta vedendo con quello che il cervello gli fa provare.

Per il futuro iFly punta a spingersi oltre. Aumenterà le aree virtuali di lancio e sperimenterà la tecnologia per il wingsuit flying, il volo con la tuta alare, uno degli sport più pericolosi del mondo, per questo accessibile solo a pochissimi esperti. Con la realtà virtuale sarà invece possibile per chiunque provare in sicurezza (quasi) le stesse sensazioni. L’azienda potrebbe inoltre sviluppare nuove attività più adatte per bambini e ragazzi, come il salto da una navicella spaziale o un supereroe che vola sopra le città.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter