Fortnite diventa un doposcuola: negli Stati Uniti la novità parte dalla Voyager Academy
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Ultimo aggiornamento il 16 settembre 2018 alle 7:15

Gli eSport si giocano a scuola. Fortnite prende il posto del calcetto

Secondo l'istituto americano lo sparatutto di Epic Games aiuta a migliorare concentrazione e strategia. Negli Usa gli sport giovanili vengono praticati da sempre meno bambini

In North Carolina, siamo negli Stati Uniti, la stampa locale ha spiegato la notizia partendo dalla crisi degli sport giocati, quelli all’aperto per intenderci, a cui sempre meno bambini si sono avvicinati negli ultimi anni. Il gioco online Fortnite, che con palloni, canestri e mazze da baseball centra ben poco, è stato comunque scelto come dopo-scuola dalla Voyager Academy, una scuola di Hock Parc, a nord di Durham. E non stupisce che le iscrizioni al team dell’istituto siano ormai esaurite.

La scelta di Fortnite come doposcuola alla Voyager Academy del North Carolina non è stata apprezzata da tutti i docenti. Forse perché, come tutti i videogiochi, rischiano di distrarre dallo studio e dai compiti. In realtà è stato proprio uno dei responsabili di ginnastica a scegliere Fortnite come soluzione per le attività da doposcuola. Tony Steinman, il docente in questione, ha dichiarato alla stampa locale che questo videogioco “non viene compreso” nelle sue potenzialità educative. Dallo sparatutto online i ragazzi imparerebbero gioco di squadra, concentrazione e strategia.

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Il fenomeno Fortnite nel mondo

E mentre Fortnite “minaccia” gli sport giocati, il battle royale sta già vincendo la battaglia nel mondo dei videogiochi e degli esports. Entro la fine di settembre la creatura di Epic Games potrebbe toccare la cifra record di 200 milioni di giocatori in tutto il mondo. Un successo planetario che non vive soltanto sui social, con gameplay seguitissimi da milioni di persone. Fortnite calca anche i campi di calcio grazie alle “mosse” riprese da diverse star del pallone (il campione del mondo Greizmann, per fare un esempio).

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Fortnite è nato in un periodo non ottimale per molte attività sportive, la cui flessione negli Stati Uniti va letta e capita partendo dai dati. Dal 2008 al 2016 il numero di bambini che hanno praticato una delle tante discipline di squadra è calato dal 41,5% al 36,9% (per gli sport individuali, sullo stesso periodo, la percentuale è scesa dal 53,2% al 49,8%). A diffondere queste cifre è stato il Washington Post, citando le statistiche dell’Aspen Institute, think thank indipendente. Le speranze, per la salute e il divertimento dei più giovani, sono che i numeri tornino a crescere in un settore – quello dello sport giovanile – attorno a cui ruotano oggi 15 miliardi di dollari secondo il Time Magazine.

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