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Ott 29, 2018

Lo SportTech da Trento ha un futuro in rosa

Rosa come è la Gazzetta dello Sport, rosa come la valanga rosa con Ninna Quario e sua figlia Fede Brignone, rosa come un bicchiere di Trento DOC Rosé Brut di Ferrari, rosa come le Dolomiti al tramonto. La mia esperienza al Festival dello Sport di Trento

Per quattro giorni all’inizio del mese tra l’11 ed il 14 Ottobre la città di Trento è diventata la capitale dello sport, della sport economy e dello sport tech. Grazie all’invito degli amici trentini ho potuto vivere una esperienza speciale. Il numero di campioni e personaggi dello sport che sono venuti a Trento ed il numero di eventi del programma è stato veramente incredibile.

L’immagine che la fantasia mi ha suggerito è un richiamo ad un film di Woody Allen, “La Rosa purpurea del Cairo”, nel quale Tom il protagonista esce dalla pellicola e si materializza nella vita reale per passare del tempo con Cecilia una spettatrice ed ammiratrice di lui innamorata. Ecco a Trento sono usciti dalle pagine della Gazzetta dello Sport i campioni italiani ed internazionali di ieri e di oggi che amiamo e si sono materializzati nelle strade della città. È stato possibile ascoltarli, incontrarli, prendere un caffè o cenare nel tavolo accanto e “farsi i selfie insieme” che sono il “nuovo autografo” per l’appassionato, o addirittura fare sport insieme. E’ stata una vera e propria total immersion favorita dall’accoglienza della città e del suo centro un vero elegante ed intimo “salotto”, con i suoi caffè e ristoranti, le sue piazze e luoghi di riunione.

 

Il Trentino e la sport innovation

Trento ed il Trentino credono fortemente nel connubio tra sport ed economia e tra sport ed innovazione. L’anno scorso proprio negli stessi giorni di Ottobre ancora da Presidente di Italia Startup avevo potuto partecipare all’hackathon del calcio italiano della FIGC  di cui avevo poi raccontato sempre su StartupItalia!

 

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Il Festival dello Sport con la SportTech Arena di Trentino Sviluppo si inserisce in continuità con una strategia di investimenti in persone, strutture ed eventi nell’ambito della smart specialization. Trentino ed Emilia Romagna sono infatti le due regioni Italiane che fanno parte del network interregionale di undici regioni dell’Unione Europea, chiamato “Clusport” (Smart Specialisation Platform for Industry Modernisation).

Il Trentino è la seconda Provincia più sportiva d’Italia secondo l’Indice di Sportività del Sole 24 Ore.  Storicamente, nell’arco di 11 anni, il Trentino ha conquistato il titolo di provincia più sportiva d’Italia per ben quattro volte (2007, 2011, 2014 e 2016), arrivando altre sei volte seconda e una volta terza.

Il Sistema Trentino e la Provincia Autonoma di Trento hanno delegato Trentino Sviluppo (agenzia di sviluppo regionale) a definire ed attuare una strategia internazionale su sport e innovazione, Sports Tech e Sport Economy. In quest’ambito nel quadro più ampio di investimenti in infrastrutture orizzontali per la ricerca applicata e l’innovazione Trentino Sviluppo ha creato il primo acceleratore di startup dedicato allo sport (il primo pubblico, il secondo in Italia dopo WyLab di Chiavari, privato, che nasce dalla ScaleUp).

 

 

Chiamale se vuoi emozioni

Gli eventi del Festival sono stati moltissimi, erano programmati in sovrapposizione e tutti molto partecipati; il tutto esaurito è stato una costante e spesso sono rimaste fuori molte persone interessate. Ogni evento era gratuito, in alcuni casi si doveva fare la coda sulla base del “primo arrivato, primo servito” altre volte per ritirare i biglietti fino ad esaurimento. C’era una App perfettamente funzionante per lo con scopo informativo e di costruzione della propria agenda e mappa per raggiungere i diversi luoghi dove si svolgevano gli eventi. È servita un po’ di pazienza e di sacrificio, fare qualche rinuncia, darsi delle priorità e predisporsi a mettersi in coda per conquistare il proprio posto. Ma ne è valsa sempre la pena, ed è stato un modo “sportivo” di partecipare con un po’ di competizione e strategia di conquista delle posizioni.

Sono riuscito a “conquistare” un selfie ciascuno con il campione ciclista Francesco Moser, i velisti Giovanni Soldini e James Spithill, l’olimpionica del fioretto Giovanna Trillini e Maurizio Arrivabene (Ferrari) e non ho voluto essere uno stalker. L’emozione di parlare anche poco, prendere una immagine di ricordo con campioni che ammiriamo ed abbiamo seguito e tifato rende felici ed entusiasti come da bambini. Un ricordo che ho da tutta la vita è l’incontro con Gustavo Thoeni nell’albergo di famiglia a Trafoi dove mi avevano portato i miei genitori per soddisfare il mio desiderio di incontrare il mio idolo ai tempi della “valanga azzurra” e la visita alla Scuderia Ferrari a Maranello con mio padre dove ancora il reparto corse era visitabile ed in sala prove motori ruggivano i 12 cilindri della 312 T.

La vela era lo sport più amato da mio padre, e l’anno in cui con mia madre e me presenti ebbe un grave incidente automobilistico ricordo nella sua convalescenza che seguivamo il Giro d’Italia. Tra i ricordi migliori con mio padre che è scomparso quest’anno a Marzo, molti sono legati allo sport ed ai suoi campioni, alla Nazionale di calcio, alla Ferrari, al Moro di Venezia e Luna Rossa, alle Olimpiadi condividendo le gioie e le delusioni dello sport che magicamente ci fa sentire uniti. Credo sia capitato a molti.

L’atmosfera del Festival dello Sport è stata molto bella perché ha permesso di vivere alcuni momenti molto personali, intimi anche se si era in duecento in una sala piena. Uno di questi momenti speciali è stato l’incontro tra due straordinarie donne e campionesse dello sci. Maria Rosa detta Ninna Quario e sua figlia Federica (Fede) Brignone. Ninna ha un giorno solo meno di me, ed è stata una coetanea che vedevo vincere con la “valanga rosa” in miei anni di passione per lo sci che da cittadino con genitori non sciatori per me era un sogno che si materializzava pochi giorni all’anno sulla neve; si è ritirata nel 1986 l’anno in cui mi sono laureato ed ora fa la giornalista. Il racconto di Federica che da figlia di Ninna passa ad essere “la Fede” con la mamma Ninna che diventa “la mamma di Federica Brignone” è stato lieve, dolce e famigliare, con le foto di Ninna sciatrice, e della piccola Federica ai suoi primi passi sugli sci proiettate sullo schermo ed il racconto dell’infortunio al fratello Davide che da promettente atleta che ha dovuto rinunciare ed è diventato suo prezioso appoggio. Abbiamo vissuto un momento come una proiezione di diapositive in famiglia, una chiacchiera di fronte al caminetto in montagna. Molto bello, la famiglia di sciatori campioni anche di umanità. Le emozioni e le immagini in diretta da Twitter qui e qui.

Ma le emozioni sono state davvero molte, la cerimonia di apertura è stata bellissima, molti campioni sul palco a condividere le loro storie – tra cui il mito della moto, Giacomo “Mino” Agostini – e il meraviglioso spettacolo delle “farfalle” la nazionale Italiana di ginnastica ritmica; il mio tweet è “Le #farfalle a #Trento @ilfestivalsport incantano con forza, eleganza, energia esplosiva. Un track record da paura di vittorie su partecipazioni, già con due anni di anticipo hanno staccato il biglietto per Olimpiadi di Tokyo | @ComuneFollonica @ProvinciaTrento”. Anche qui il fatto che il ritiro estivo della squadra sia fatto a Follonica, la città dove vivo, ha aggiunto all’emozione.

 

Ho potuto assistere all’incontro con le campionesse Italiane del fioretto le formidabili Elisa Di Francisca, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Alice Volpi che hanno raccontato la loro storia, una storia che si incrocia oggi con Giovanna Trillini maestro della giovane Alice Volpi, senese di madre brasiliana, con Elisa di Francisca mamma atleta con il suo piccolo, Valentina Vezzali atleta, mamma e politica oggi impegnato con il CONI e Jesi dove sono nate in tre e si sono formate nella palestra del Club Scherma Jesi. Si è parlato anche di donne dello sport e di ritornare all’agonismo dopo la maternità. All’evento di presentazione della nuova sfida di Luna Rossa si è parlato invece di sport, tecnologia con le nuove barche “volanti” che richiedono nuove competenze nel team così su Twitter ho scritto in diretta “Il monoscafo con i foils come un aliscafo volerà sul mare @lunarossa Progettisti aerospaziale ed aeronautica affiancano architetti navali” e naturalmente anche di budget necessari “Patrizio Bertelli: il budget della #startup @lunarossa è da 50 Milioni (una barca) a 80 Milioni (due barche). #IlFestivaldelloSport L’obiettivo minimo è il massimo” immagini qui e qui.

L’incontro con Giovanni Soldini è stato molto interessante perché si è parlato non solo di sport e tecnologia con il formidabile Maserati il catamarano dei record ma anche di umanità e regole del navigatore con il salvataggio della navigatrice Isabelle Autissier che ha permesso di parlare di attualità e di salvataggi dei migranti, e poi di ambiente e di plastica nel mare e dell’emergenza inquinamento. Un tema che ha dato origine al progetto dello startupper Boyan Slat, Fondatore e CEO di The Ocean Cleanup. Lo sport è agonismo, competizione ma è sempre molto di più.

 

L’intersezione sport tech: come l’esplorazione dello spazio negli anni 60

Da molti anni mi occupo di innovazione e startup ma devo dire che l’intersezione tra startup e sport è quella che più mi ha entusiasmato. Pur avendo sempre amato lo sport non avevo fino a qualche anno fa colto come questi due mondi stessero andando a creare una spinta innovativa incredibile, che oggi io paragono alla nuova frontiera dell’esplorazione spaziale ed al primo uomo sulla luna degli anni 1960.

Lo Sports Tech è veramente una piattaforma che attraverso le tre dimensioni fisiche dell’uomo atleta, delle attrezzature, degli impianti sportivi e la quarta fondamentale dimensione immateriale dei dati, arriva a produrre sfide che producono risultati ed applicazioni con ricadute ampie e trasversali.

Se tuttavia l’esplorazione spaziale nasceva nelle motivazioni da ragioni fortemente dominate dal militare – lo spazio come elemento dove acquisire superiorità strategica dopo terra, mare e cielo – lo sport è un terreno nel quale la primazia è sicuramente anche motivata da fattori di prestigio nazionale e di guadagno economico ma è ancora un terreno di incontro e sviluppo pacifico.

Sappiamo tutti che in Grecia i Giochi Olimpici erano periodo di tregua e tutti ricordiamo i passi di avvicinamento e pace compiuti in occasione dell’ultima Olimpiade invernale tra le due Coree. I valori umani dello sport, la sportività, la leale competizione, il merito ed il talento sono centrali nella pratica e nella cultura dello sport.

 

 

Tecnologia e innovazione sport tech

A Trento il Festival dello Sport ha dato uno spazio particolare all’intersezione tra sport e tecnologia, In Piazza Cesare Battisti la “Sport-Tech Arena è stato dedicato alla sperimentazione ed al confronto tra startup trentine, grandi gruppi industriali e professionisti dell’innovazione sportiva. Ho passato molto tempo in quest’area per partecipare ad incontri di grande interesse ed a conoscere le startup che presentavano i loro prodotti e servizi.

Gli amici di Trentino Sviluppo con Laura Maffei, Responsabile Marketing Strategico, Francesco Anesi, Marketing Strategico Cluster Sport, e già anima l’anno scorso delle relazioni istituzionali dell’hackathon FIGC, e poi il Professor Paolo Bouquet, Delegato per lo Sport ci hanno accolti e guidati nella conoscenza della realtà trentina dell’innovazione collegata alla sport. Tra le startup che presentavano Wear.it ,Corehab.it ,BikerTop , We FIT ,Motorialab ,ed App “Salute” – Provincia TN.

Tra i panel a cui ho potuto assistere ho trovato di grandissimo interesse PERFORMANCE TECH, Materiali e metodologie a servizio dei record, che ha visto la partecipazione degli straordinari ospiti Andrea Tomat (Presidente e Amministratore Delegato di Lotto Sport Italia e Stonefly), Giovanni Corbetta (Direttore generale Ecopneus), Kristian Ghedina (Azzurro dello sci l’italiano ad aver vinto più discese in Coppa del Mondo, 12.), Fausto Pinarello (Imprenditore Pinarello biciclette), Mario Isola (Head of F1 and car racing Pirelli).

La discussione è stata molto interessante ed illuminante rispetto al concetto di innovazione applicata ad industrie considerate (a torto) come mature. La spinta al miglioramento continuo, alla innovazione di prodotto e processo guidata dalla domanda di prestazione dello sportivo agonista è stata raccontata con esempi e fotografie in modo chiaro. Un panel che ha rappresentato con forza l’opportunità per la nostra industria cosa significa abbracciare l’innovazione per vincere sui mercati mondiali, nelle competizioni ma anche e soprattutto nei mercati. L’opportunità SportTech è ampia.

 

La spiegazione dell’evoluzione dei materiali, delle forme della scarpa da tennis Lotto da quella utilizzata da Arthur Ashe negli anni 1970 ad oggi è stata interessantissima, il collegamento tra esigenze del gesto sportivo e caratteristiche come tenuta laterale, flessibilità per l’avanzamento ed arretramento rapido, traspirazione, leggerezza sono state spiegate e mostrate nelle sezioni al CAD della scarpa e nell’illustrazione delle caratteristiche di materiali e lavorazioni.

Affascinante l’evoluzione spiegata da Fausto Pinarello del prodotto bicicletta dal telaio in acciaio alle saldature in ottone su acciaio per poi evolvere all’alluminio e quindi al carbonio. E’ interessante notare come la collaborazione di Pinarello si sia immediatamente sviluppata anche con le startup della foundry e-Novia ed in particolare con Hiride per le sospensioni sperimentate sul pavé della Parigi-Roubaix e con Blubrake per la frenata con ABS per le bici da corsa stradali.

Giovanni Corbetta di Ecopneus ci ha fatto una lezione di circular economy e nuovamente con il campo di calcio sintetico donato a Scampia ci ha raccontato come lo sport vada sempre oltre allo sport.

La presentazione di Mario Isola della Pirelli ci ha permesso di entrare più da vicino nelle sfide della fornitura degli pneumatici per la Formula Uno ed erano esposti esemplari utilizzati nelle gare per rendersi conto fisicamente. L’elemento più interessante è stato – almeno per me – la discussione sul tema del simulatore ovvero della “blackbox” il digital twin dello pneumatico e della mescola che viene fornito ai team per l’utilizzo sui loro modelli e simulatori per la messa a punto delle vettura. L’esistenza di un prodotto fisico e del suo digital twin non è una novità recente ma il progresso e costante e vede l’Italia all’avanguardia.

 

L’argomento della Formula Uno ci ha portato a parlare di uomini jet della discesa libera con Kristian Ghedina e di materiali e personalizzazione per l’atleta. Ghedina ci ha spiegato come lo stile e le preferenze sono diverse e lo ha illustrato discutendo di rigidità dello scarpone e delle differenze richieste di impostazione tra lui ed il rivale e compagno di marca il francese Luc Alphand. Su questo tema si è discusso della modalità di trasmissione delle informazioni dall’atleta al team di ingegneria e progettazione. Dalla telemetria per la Formula Uno a quella per lo sci. La startup Wearit che esponeva nell’area startup della Sport Tech Arena ha potuto ingaggiare nella conversazione Christian Ghedina in merito all’utilità di rilevare dati quantitativi da integrare con il debrief qualitativo dello sciatore. La startup già premiata e raccontata su StartupItalia conta nel suo team Jacopo Vigna uno startupper che prima della sua carriera da imprenditore è stato nei team Ducati ed Aprilia come Data Acquisition Engineer ed è stato proprio Jacopo ad avere l’occasione di interloquire con Ghedina.

 

I panel che si sono susseguiti alla Sport Tech Arena hanno esaminato molti altri temi alla convergenza tra sport ed innovazione, cito solamente tra quelli a cui ho assistito IL GIORNALISMO SPORTIVO DIGITALE AL TEMPO DEI SOCIAL NETWORK, ed ESPORTS, QUANDO LO SPORT È TECNOLOGIA. Panel interessanti con ospiti internazionali che hanno permesso anche di effettuare confronti sulla maturità del mercato Italiano rispetto a paesi come Francia e Spagna a noi vicini e sullo scenario mondiale. Nello spirito “roseo” mi astengo qui dal fornire numeri e con ottimismo dico solo che abbiamo molta strada davanti a noi e quindi grandi opportunità di crescita e sviluppo del nostro mercato. Ma occorre muoversi.

 

Esserci è diverso che seguire in streaming o leggere e farsi raccontare perché essendo presenti si possono conoscere i protagonisti di persona. Ho trovato molto interessante la conversazione che ho potuto avere a cena e dopo con Mattia “LONEWOLF92” Guarracino che ho ascoltato poi nel panel e-Sport. Mattia sei volte campione italiano di FIFA è stato il primo in Italia ad essere messo sotto contratto da una squadra di Serie A, la Sampdoria. Il tema è caldo con i primi campionati di FIFA19 lanciati a livello di leghe nazionali calcio in diversi paesi. Vedi qui articolo. L’Italia insegue, ma i numeri a livello mondiale sono assai interessanti.

 

Ho quindi  dedicato tempo ed attenzione a seguire i temi tecnici del calcio con due eventi IL CALCIO, LO SPORT RECORD NEL MONDO che ho seguito con live tweet e con il per me imperdibile LA CANTERA DEL BARçA, UN GIOIELLO NEL MONDO DEL CALCIO in cui ci è stata raccontata (in spagnolo) da da Carles Folguera e Guillermo Amor la filosofia del Barcellona, tra “exito y fracaso” successo e fallimento e la “cabeza” la testa. Formare uomini prima che calciatori. La selezione è molto forte, si applica un “up or out”che mi ha ricordato l’esperienza in consulenza strategica. Anche nel Barcellona la gestione del passaggio da “dentro a fuori” è molto importante. Così la gestione degli alumni. C’è il racconto di un dottore ora fisioterapista nella squadra che era compagno nelle giovanili con Iniesta il super campione; trovare la propria strada, studiare e mantenere un buon ricordo anche se non sei arrivato in prima squadra con tutto quel che può significare. Spunti interessanti anche per le startup.

 

Conclusioni e prossimi passi

L’intersezione tra sport e tecnologie è stata protagonista al Festival dello Sport di Trento unendo all’emozione la razionalità. È stata la prima edizione e ne sono previste altre nei prossimi due anni. È stato sicuramente un successo, il bel tempo lo ha favorito, ma si sa che la fortuna aiuta gli audaci ed è una componente che aiuta ad ottenere risultati in ogni campo. Se non siete venuti avete perso un’occasione, segnatevelo per l’anno prossimo.

Ma se la prima è andata bene cosa suggerire per la seconda edizione perché possa andare ancora meglio? Io credo di poter dire che sia stato un peccato avere così tanti campioni, alcuni per più di una giornata, a Trento con tanti addetti ai lavori ed essersi limitati solo a farli parlare alcuni minuti dal palco.

 

Credo che il Festival dello Sport si sia ben giovato del “potere convocatorio” della Gazzetta dello Sport che ha una grande autorevolezza, e non solo tra gli sportivi. Ricordo che anche Diego Piacentini Commissario per l’Agenda Digitale disse che l’intervista più emozionante era stata quella per la rosea.

La mia idea e proposta per la seconda edizione e di scalare. Mi augurerei di vedere mantenuto il carattere della festa popolare che è il motore dello sport, confermare i camp e le attività fisiche ma introdurre anche un “percorso” per chi lavora con lo sport e lo sport-tech, approfittare della presenza di campioni, imprenditori, dirigenti dello sport per organizzare delle riunioni di lavoro, dei workshop. Le buone idee degli altri come il Give Me 5! di Seed&Chips possono essere introdotte (magari con una collaborazione su Sport & Food Tech). Perché non organizzare anche hackathon e portare oltre ai divulgatori gli ingegneri che lavorano nel mondo dello sport per dei corsi / seminari universitari. E molto altro, ma qui volevo solo lanciare il sasso.

 

A Trento ho visto quello che può scalare e diventare una eccezionale occasione di crescita per il movimento SportTech in Italia ed attrarre talenti ed imprese. Coraggio, come gli atleti olimpici lavoriamo con un obiettivo senza paura anche se è lontano qualche anno. Coltiviamo l’ambizione di record mondiali.

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