Dopo il master, quindi, c’è la Lega B: Smanio arriva proprio nel 2010 quando avviene la separazione dalla Serie A. E il suo compito è quello di mettere in piedi l’area marketing e digital della nuova organizzazione: “Sono stati sette anni in cui abbiamo intrapreso una serie di progetti molto interessanti: abbiamo creato un database centralizzato per i fan, un’app per la Serie B che ha riscosso molto successo. Puntavamo alla riconoscibilità e alla reputazione del marchio, oltre al coinvolgimento della community, e lo dico con orgoglio: i numeri che abbiamo fatto registrare in termini di engagement sono stati ottimi”.
Ed è a questo punto del racconto che viene fuori la visione, lucida, del nuovo AD di Wylab: numeri, dati, big data se preferite. Sono queste le armi, affilate, che lo sport e il calcio possono e devono sfruttare per fare il salto di qualità. “Con la creazione del dato statistico ufficiale della Lega B abbiamo trovato il modo di portare nuove fonti di ricavo al complesso del ricavo della Lega” racconta Smanio. In questo modo il campionato di Serie B, che conta su oltre 4 milioni di appassionati in Italia, ha potuto crescere e acquisire una prospettiva internazionale.
Proprio questa vocazione internazionale, interpretata da Smanio, ha attirato l’attenzione di Wylab: “Ho cominciato a raccontare in giro per l’Europa quello che stavamo facendo in Lega B: Wylab arriva qui, una realtà che vuole crescere e far crescere le sue startup a livello nazionale e internazionale con un modello sostenibile. Wylab ha intravisto in me la figura che può fare da traghettatore verso questa nuova dimensione: da un progetto che già si sostiene, a qualcosa di ancora più profittevole”.
Ma Smanio rifiuta l’etichetta di digital specialist: per lui, spiega a StartupItalia!, il digitale è solo uno strumento come molti altri per sviluppare un’impresa. Qui si parla di modelli di business, quelli tradizionali dello sport, che devono trasformarsi ed evolversi: “Questo è quello che mi affascina: quando si parla di sport si deve parlare di innovazione, tecnologia. Conosco il mondo delle organizzazioni sportive, so che ci sono grandi sfide da affrontare anche perché troppo spesso gli orizzonti temporali delle organizzazioni sportive sono a breve termine. Ma questa trasformazione – chiosa ancora Smanio – deve essere a lungo termine: serve un cambio di mentalità, non si può pensare semplicemente alla prossima partita o al campionato in corso”.
“Tante cose le dovrò imparare sul campo, in certi settori sono anche io un neofita: ma ho voglia anche di raccontare ai miei nuovi colleghi quello che ho appreso in questi anni di Lega B” racconta Smanio.
Fuor di metafora, c’è molto fervore nelle parole del nuovo AD: “Ho grandi ambizioni per questo progetto che secondo me può crescere davvero molto: ho trovato delle persone veramente valide a Chiavari, il team mi sembra quello giusto per fare grandi cose”. A cominciare dai primi obiettivi, semplici a parole ma nel concreto non così banali da portare a compimento: “Trasformare Wylab in un vero punto di convergenza per media, altri incubatori e mondo delle imprese sportive a livello nazionale e internazionale”.