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Gen 2, 2019

Le tendenze dello sport nel 2019

Ricorrenze dal passato, ma guardando al futuro. Con la tecnologia sempre più presente in campo: e fuori, con l'avvento definitivo degli esport

Non una sfera, ma più opportunamente un pallone di cristallo per interrogare il futuro e scoprire quali saranno le tendenze che segneranno lo sport nel 2019. Anno dispari: di solito per lo sport, abituato a Olimpiadi e Mondiali di calcio negli anni pari, è un anno in cui si rifiata. Il 2019 invece sarà un anno ricco: con la Coppa del Mondo di Rugby in Giappone, l’esordio dei nuovi Mondiali di basket e, a giugno, l’elezione della città che ospiterà i Giochi Olimpici Invernali del 2026. Una questione che ci riguarda da vicino per la candidatura di Milano e Cortina.

Poi, il 2019 è un anno straordinariamente ricco di anniversari e ricorrenze. Un primo elenco: 150 anni della Federginnastica, la più antica d’Italia; centenario della nascita di Fausto Coppi, settantesimo della tragedia di Superga in cui finì il volo del Grande Torino; le vittorie del Milan in Coppa dei Campioni, con Rocco e Rivera prima nel ‘69, con Sacchi e gli olandesi delle meraviglie poi nell’89; il giro d’Italia finito a Madonna di Campiglio con protagonista Marco Pantani.

5G e salute

Ma dicevamo delle tendenze. La prima: il 5G. Quest’anno lo sport ha scoperto il mondo dei data  e nel 2019 grazie al 5G sarà varcata la nuova frontiera: quella che porta allo sfruttamento dei dati prodotti dagli spettatori, grazie a quella che si chiama fan experience. Il nuovo Eldorado che tutti cercano. E che troveranno se e quando stadi e palasport cominceranno a diventare concretamente delle smart arena. Intanto a Marassi, lo stadio di Genova, già da qualche settimana è possibile ordinare da bere e da mangiare ricevendo il tutto al proprio posto. E poi, grazie allo smartphone, ci si può collegare a una app per vedere la partita: si è già allo stadio, ma così si possono sfruttare tutte le inquadrature. Come se si fosse il regista del match.

La seconda: salute. Il Governo si è impegnato per cambiare il Coni. Non parliamo qui di politica, e di economia, essendo il punto di partenza della questione i 400 milioni e rotti che il Coni riceve dallo Stato. Parliamo di indirizzi: se si vuole sostituire la Coni Servizi con una società che si chiamerà, forse, Sport e salute è perché ormai non ci sono più dubbi sul fatto che lo sport è salute. Aumentare il livello di pratica sportiva della popolazione è un modo, certo, per risparmiare soldi in quella che è la voce più onerosa del bilancio di uno stato in cui la popolazione invecchia sempre di più: la spesa sanitaria.

 

C’è chi come Nerio Alessandri, il signor Technogym, dice che stare bene è un dovere sociale. Senza arrivare a tanto, nel 2019 bisognerà stare attenti ai messaggi della Federazione Medico Sportiva che compie 90 anni in un  momento in cui i Nobel alla medicina, specie quello assegnato nel 2017, stanno correggendo impostazioni che si pensava fossero definitive. Attenzione ad esempio a correre, in modo intenso, tra le 6 e le 10 del mattina: aumenta il rischio di infarto e di ictus.

La terza, collegata alla precedente: aging. Sono state riscritte le categorie sociali. Gli anziani di una volta sono i master di oggi, ovvero persone che in età adulta hanno scoperto il bello di praticare uno sport. Gli eventi master sono sempre più frequenti. Dopo nuoto, ciclismo, running, e triathlon che delle tre prima discipline è la sintesi, adesso arrivano il tennis e gli sport di squadra. Poi, il golf: se Francesco Molinari continua con le meraviglie, l’effetto combinato con la Ryder Cup che pure arriverà a Roma solo nel 2022 è garantito.

Green e videogiochi

La quarta: gli esports. Il settore ha una sua maturità, eventi riconosciuti, un mercato florido. Certo, l’arrivo del 5G porterà gli stessi benefici anche per i giocatori online, ma quello che tutti aspettano, e sarà un desiderio realizzato, è un campionato di calcio per videoplayer alla stessa maniera in cui ci sono competizioni simili per Formula 1 e Motomondiale. E visto che parliamo di motori, è evidente che la sigla “e”, che sta per elettrica, accompagnerà un’altra tendenza: nel 2019 cominciano le gare di moto E. Come già successo per la Formula E con Dallara, il costruttore esclusivo è una azienda italiana: Energica.

La quinta: la sostenibilità. Qui lo sport è in ritardo, ma non ci metterà molto a recuperare. Perché lo sport è già abituato a indossare divise e scarpe realizzate con materiale riciclato, oltre tutto l’azienda leader mondiale nel settore è la trentina Aquafil. Adesso dovranno diventare verdi gli eventi, e dovrà tornare a essere verde, perché sostenibile in tutta la filiera, lo sport. Considerando tutte le discipline: dal risparmio energetico nelle piscine grazie alla padovana Pangenius alla realizzazione di campi e piste in materiali riciclati, la specialità da anni di Ecopneus, Esoservice e delle tante aziende italiane che si sono buttate, in largo anticipo, nel business dei campi sintetici.

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