Il Barcellona progetta un fondo da 100milioni per investire in startup sportive - SportUp immagine-preview
#SIOS19
Prenota il tuo biglietto

Ultimo aggiornamento il 11 marzo 2019 alle 15:22

Il Barcellona progetta un fondo da 100milioni per investire in startup sportive

Il club catalano vuole diventare un punto di riferimento nel settore della innovazione sportiva maschile e femminile. Creando un fondo di investimento in startup sportive dotato inizialmente di 100 milioni di euro

Il club del Barcellona è al lavoro per dare alla luce il progetto di un fondo di investimento in startup sportive che sfrutti il mondo blaugrana come laboratorio per migliorare il mondo del calcio. Un fondo che avrà in dotazione 100 milioni di euro, e per il quale il club non metterà a disposizione del capitale, ma tutto il suo know-how e la possibilità di testare soluzioni innovative altamente performanti nei settori chiave del calcio.

Espai Barça

Il fondo di investimento in startup viaggia di pari passo con i lavori di Espai Barça, un’opera da 630 milioni di euro, che prevede la ristrutturazione dello storico impianto catalano, e che darà alla luce un complesso sportivo che si propone di diventare il più grande e innovativo al mondo: con un maxi-schermo a scorrimento, e una rinnovata area circostante allo stadio dove ci saranno tante novità anche per la Ciutat Esportiva. Il nuovo Camp Nou, inoltre, avrà una capienza da 105 mila spettatori. Il completamento del progetto Espai Barça è previsto per la stagione 2022-23.

Nel progetto, un ruolo importante riveste la sostenibilità ecologica dello stadio, con l’uso di tecnologie per la raccolta dell’acqua piovana, poi usata per annaffiare il campo, e di pannelli fotovoltaici per alimentare i riflettori. La copertura farà uso di materiali innovativi, dotati di trasparenza variabile, per evitare che sul campo si crei quel contrasto tra zone in ombra e zone illuminate che infastidisce gli spettatori televisivi quando la partita si gioca in una giornata di sole.

E’ prevista anche l’introduzione di mezzi di trasporto automatizzati per facilitare ulteriormente la mobilità da e per lo stadio. Così gli architetti immaginano gli stadi di calcio tra dieci o vent’anni: non semplici campi sportivi, bensì parte integrante di un più ampio ecosistema cittadino.

Un progetto ambizioso che pone il club del Barcellona al centro del panorama calcistico non solo europeo.

Barca Innovation Hub

Nel 2017 il Barcellona ha dato vita al Barca Innovation Hub (BIhub), per riunire tutte le conoscenze del club da quelle sportive a quelle di puro marketing.

Una iniziativa che ha portato molto presto il club catalano a collaborare con università, centri di ricerca, startup e nuovi parnter. L’obiettivo è proprio quello di mettere il club al centro dell’attenzione facendolo diventare un polo di conoscenza, di innovazione e tecnologia abbinato al mondo del calcio.

 

Il Barca Innovation Hub si concentra su cinque aree tematiche: sport di squadra, prestazioni/rendimento sportivo, nutrizione e servizi medici, tecnologia e scienze sociali.

Il progetto è organizzato secondo quattro fasi: incorporazione delle conoscenze, creazione delle conoscenze, divulgazione delle conoscenze e innovazione.

 

Dalle bottiglie bluetooth ai gilet che raccolgono dati

Droni, parastinchi, guanti, occhiali smart e tanto altro ancora. Anche il campo da calcio diventa digital e connesso, per migliorare le prestazioni di gioco ma anche per diminuire le possibilità di errore arbitrale.

Negli ultimi anni, il Barca Innovation Hub ha sviluppato nuove e interessanti idee con multinazionali come Gatorade, che ha creato bottiglie speciali dotate di bluetooth: consentono di personalizzare e controllare l’idratazione dei giocatori. Con Toshiba che ha collaborato al miglioramento dei sistemi di diagnostica per immagini.

 

Tuttavia l’esempio più singolare, in ottica di investimenti, è quello di Realtrack Systems. La società spagnola è stata in grado di mettere a punto con la prima squadra del Barça dei gilet che consentono di raccogliere 20.000 dati al secondo per ciascun giocatore. Progetto su cui ha investito la società olandese Scranton Enterprises. E per il quale il club catalano ha messo a disposizione i propri atleti per i test.

 

Circa il progetto delle startup sportive, il BIhub, ha spiegato di poter offrire gli strumenti, le risorse, le conoscenze e l’esperienza di cui gli imprenditori hanno bisogno per creare nuovi prodotti e servizi a vantaggio di atleti, partner e tifosi.

In particolare, i vantaggi di lavorare in un unico ambiente di test prima di andare sul mercato e la visibilità unica al mondo.

“L’idea è di monetizzare e sfruttare il momento in cui le aziende si avvicinano a noi e sviluppano prodotti”, dicono dalla società.

 

Per il club catalano, questo progetto rappresenta un’operazione cruciale, finalizzata al bene di tutto il mondo dello sport, non solo del Barcellona.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter