E da noi? Rispetto a vent’anni fa le tesserate in Italia sono aumentate del 111%, arrivando a quota 23.903. E sono cresciute ancor più nelle categorie giovanili: le calciatrici tra gli undici e i dodici anni sono 2.664, con un’incidenza sulla popolazione italiana di pari età dello 0,5 per cento. Numeri ancora lontani da quanto avviene in altri Paesi, ma la crescita è costante. Lo dimostra anche la copertura mediatica che attira: a marzo si è disputata la prima partita del campionato femminile all’Allianz Stadium di Torino. Il match tra Juventus e Fiorentina è stato seguito sugli spalti da più di 39mila spettatori, mentre su Sky, dove è stato trasmesso in simulcast su tre canali, ha ottenuto il 2,7% di share.
L’interesse della pay per view è confermato dalla copertura dei prossimi mondiali: Sky trasmetterà infatti in diretta tutte le 52 partite della competizione. “Questa acquisizione – ha spiegato l’Executive Vice President Sky Sport, Marzio Perrelli – è la conferma di quanto Sky Sport creda nel calcio femminile. Rappresenta un segnale di continuità nell’offerta riservata ai nostri abbonati. La FIFA World Cup 2019 di Calcio Femminile va infatti ad arricchire un calendario già fitto di appuntamenti sportivi d’eccellenza”.
In un mondo dominato dagli uomini, non dovrebbe sorprendere la fatica e le difficoltà che ha dovuto affrontare il movimento calcistico femminile. Le prime esperienze vanno ricercate nell’immediato dopoguerra: nel 1946, a Trieste, furono fondate due squadre. Non potendo partecipare ad alcun torneo (per ovvi motivi numerici) girarono per qualche tempo l’Italia, facendosi promotrici non solo dello sport ma anche del vessillo della città, allora sotto il controllo anglo-americano.
Sempre legato alla politica del tempo fu il secondo esperimento, portato avanti dalla baronessa napoletana Angela Attini di Torralbo (consigliere nazionale del Partito nazionale monarchico), la quale contribuì alla fondazione di 3 squadre. Altre 2 società nacquero a Milano nel 1965, grazie a Valeria Rocchi e Angelo Moratti (il nome dovrebbe ricordare qualcosa ai tifosi dell’Inter e non solo). Da quel momento iniziarono a nascere diverse squadre in giro per l’Italia, fino ad arrivare nel 1968 alla costituzione a Viareggio della Federazione Italiana Calcio Femminile, che nello stesso anno promosse il suo primo campionato nazionale vinto dal Genova.
Nel 1987 l’attività femminile venne inserita all’interno della Lega Nazionale Dilettanti. Il periodo successivo coincise con un significativo aumento di giocatrici tesserate e di squadre iscritte ai campionati: poco più di 20 anni dopo le tesserate erano 25mila e le squadre partecipanti 88. Sul versante della nazionale, nel 1999 arrivò la prima qualificazione ai Mondiali in USA. Sembrava poter essere l’inizio di un periodo di successi, invece l’attesa per un altro mondiale è durata 20 anni. Finirà il prossimo 9 giugno, quando le nostre giocatrici faranno il proprio esordio contro l’Australia.
L’Italia arriva ai mondiali di calcio femminile dopo ben 20 anni di digiuno. Difficile pensare di ambire alla vittoria finale, ma ottenere dei buoni risultati sarebbe importante per spingere tutto il movimento e aumentare l’interesse nei confronti del football al femminile. Dal punto di vista mediatico è senza dubbio un successo l’inclusione del portiere della Juventus Laura Giuliani nel team delle stelle del prossimo mondiale promosso da VISA, sponsor del torneo. Una ragazza che in poco tempo è già diventata il volto del calcio femminile italiano nel mondo.
Oltre a Laura Giuliani, fanno parte del Team VISA campionesse provenienti dalle squadre femminili di celebri team: tra tutti spicca ovviamente l’Olympique Lione, la squadra più forte su piazza al momento. Le fantastiche 11 sono: Kosovare Asllani (Linkopings, svedese), Ramona Bachmann (Chelsea FC, svizzera), Lucy Bronze(Olympique Lione, inglese), Caroline Graham Hansen (Wolfsburg, norvegese), Eugenie Le Sommer (Olympique Lione, francese), Kim Little (Arsenal, scozzese), Dzenifer Marozsan(Olympique Lione, tedesca), Nadia Nadim (PSG, danese), Ewa Pajor (Wolfsburg, polacca), Nikita Parris (Manchester City, inglese), Alexia Putellas (Barcellona, spagnola) e Shanice van de Sanden (Olympique Lione, olandese). Segnatevi questi nomi: nei prossimi anni inzieranno a suonare familiari come quelli di Cristiano Ronaldo o di Leo Messi.