Anna Hellmann (ThinkSport): "Vogliamo creare un hub di collaborazione per il bene dello sport" - SportUp immagine-preview

Lug 31, 2019

Anna Hellmann (ThinkSport): “Vogliamo creare un hub di collaborazione per il bene dello sport”

Intervista alla direttrice di ThinkSport che quest'anno ha dato vita a The Spot e ha riunito in un evento internazionale 850 delegati provenienti da 35 Paesi.

Anna Hellmann, Direttore di ThinkSport  e leader sportivo-innovativo a livello europeo, ci ha raccontato in questa intervista  l’approccio della “Città Olimpica” allo Sport Tech (sport, tecnologia ed innovazione) – in linea con la filosofia di SportUp e StartupItalia.

 

L’intervista

Puoi spiegarci la missione di ThinkSport?

 

La missione di ThinkSport è fare leva sull’ecosistema unico che esiste nella Regione al fine di guidare il progresso nello sport. Il CIO ha avuto qui il suo quartier generale da più di 100 anni e più di 70 organizzazioni sportive internazionali hanno base in Svizzera, soprattutto a Losanna e nella regione. In aggiunta, un numero considerevole di istituzioni, corporation, associazioni ed individui ora prosperano nell’area, molti con una connessione condivisa, o un interesse nello sport. Questo offre una ricchezza unica di conoscenza attorno allo sport ed all’attività fisica. La mission di ThinkSport è di riunire tutti questi differenti stakeholder e facilitare le partnership. Questo è il motivo per cui, quando abbiamo iniziato con ThinkSport, abbiamo in primo luogo creato un inventario con tutti i potenziali attori e poi abbiamo cercato di incontrarne la maggior parte (circa 3000!), di conoscerli o capirli meglio. Ovviamente, questo rimane un “work-in-progress”. Il nostro obiettivo è di creare hub di collaborazione per il bene dello sport. Chiaramente, l’innovazione è un motore di progresso e le startup sono spesso alla frontiera di questo spingendo per creare nuove soluzioni – e per questo hanno un ruolo importante nel nostro network. Il nostro network si estende anche al di là del confine svizzero: stiamo collaborando su sport ed innovazione con altri esperti, organizzazioni, business e network in tutto il mondo.

ThinkSport organizza The Spot, una conferenza annuale ed una kermesse alla frontiera di sport, tech e innovazione. Quale è la filosofia di The Spot?

 

The Spot è un evento internazionale su sport e innovazione, che mira a stimolare il progresso nello sport radunando assieme idee originali e nuove soluzioni sia dall’interno che dall’esterno dell’industria dello sport. È un opportunità per riunire il nostro ecosistema fisicamente in un luogo. Ci sono molte conferenze dedicate allo sport ed eventi, ma noi sentivamo che non esisteva alcun evento nella nostra Regione che davvero potesse convocare i diversi settori attorno all’importante tema di sport e innovazione. Questo è il motivo per il quale abbiamo creato The Spot come nostro evento faro. Vogliamo che sia molto più di una semplice conferenza. In uno spazio aperto con una atmosfera dinamica, i partecipanti sono esposti ad una ampia gamma di content ed experience che succedono allo stesso tempo, inclusi un Market Place e una Demo Zone che dimostrano l’avanguardia delle tecnologie ed il pensiero innovativo delle aziende, delle startup e degli accademici; una startup Battle dove giovani aziende pionieristiche si affrontano faccia a faccia; extra-ordinari speakers che illustrano la loro visione in talk back session; opportunità di networking eccezionali.

 

Quest’anno The Spot ha attratto 850 delegati provenienti da 35 Paesi, erano presenti i rappresentanti di 450 organizzazioni e moltissime compagnie. I partecipanti includevano più di 150 esperti da Federazioni Sportive e CIO, 80 startup e circa 55 speaker internazionali. Il Market Place e la Demo Zone includevano più di 50 startup, 12 stand per corporate ed anche “Houses for Belgium, Italy and Switzerland”. Pensi che l’Eco-Sistema dello Sport Tech stia crescendo a livello europeo?

 

Assolutamente. Io penso che, nel contesto globale, lo sport abbia un importante ruolo economico e sociale. Lo sport è molto più di sport d’elite…è anche attività fisica, è salute, significa partecipare ad un movivmento o ad un gruppo, è una possibilità per far sentire meglio le persone e forse per aiutarle a dis-connettersi dal mondo nel quale viviamo oggi, dove siamo costantemente di fronte a schermi, al telefono etc. Lo sport è diventato una componente importante della società e, in parallelo, i settori che lavorano sulle tecnologie legate allo sport, sulla ricerca e l’innovazione sono cresciute ed evolvono costantemente.

Pensi si stia riconoscendo sempre più il ruolo crescente dello Sport Tech System?

 

 

Si. Penso che ci sia stato un ricnoscimento crescente del ruolo dello Sport Tech System negli anni recenti e questo si accompagna con il crescente significato economico e sociale dello sport che ho appena descritto. Oggi abbiamo bisogno di sport e attività fisica in modi differenti – sia nelle nostre vite personali sia nelle nostre vite professionali. Oltretutto, lo sport è diventato anche un business significativo, una grande attrazione ed un’importante esperienza per le persone. Con le tecnologie di oggi che evolvono velocemente, noi consumiamo anche le cose differentemente – nella nostra vita privata e come spettatori. Vogliamo essere in grado di trovare i dati, le informazioni ed i feedback instantaneamente e in maniere diverse. Lo sport è anche parte integrante ed importante del turismo e dello sviluppo urbano. L’attrezzatura sportiva si migliora costantemente. Lo sport è davvero qualcosa che si espande in molteplici e diversi settori.

 

Nel 2014, l’Unione Europea ha calcolato che la sport economy rappresenta circa il 3% del PIL http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-14-35_en.htm In Trentino, l’Università di Trento ha calcolato che il contributo economico dello sport all’economia regionale equivale circa al 6.5% del PIL. C’è consenso che l’economia collegata allo sport sia un settore strategico per il futuro dell’economia locale e per lo sviluppo futuro dell’Europa?

 

Assolutamente. Lo sport è uno strumento che puoi utilizzare/adattare e che ha importanza in differenti aree. Questa è la ragione per cui offre un terreno fertile per tutte le possibili idee innovative. Osserviamo il crescente interesse di aziende, accademici e organizzazioni sportive nell’unirsi per scambiare idee e imparare l’uno dall’altro. In un mondo dove l’innovazione avanza a ritmi così veloci, è importante avere un ambiente dove puoi condividere e testare nuove idee e trovare partner per andare avanti. È stimolante e veramente positivo.

 

In una recente intervista alla CNN (la potete leggere qui), hai articolato la visione per il futuro ed hai descritto ThinkSport come un facilitatore. Come vedi questo ruolo?

 

Si, effettivamente abbiamo posizionato ThinkSport sin dall’inizio come un facilitatore ed un connettore. Siamo consci dell’unico expertise sportivo nella nostra Regione, ma sentivamo che il pieno potenziale di questo expertise fantastico doveva ancora essere scoperto e questo lo potevamo fare collegando tra loro le persone giuste. Se non ci conosciamo, non possiamo lavorare assieme. Tuttavia, nel mondo di oggi le partnership inter-settoriali sono ancora più importanti e più di successo che mai in passato. È un must vedere cosa succede in altri settori e imparare dagli altri settori e capire come questo impattera il mio mondo all’interno dello sport ed all’interno di altre aree. E ci deve essere uno scambio – e per me questo è dove ThinkSport gioca un ruolo cruciale. Quando un’organizzazione viene da noi per cercare una risposta ad una domanda, noi non dobbiamo per forza essere in grado di offrire una soluzione, ma noi possiamo guidarli verso gli esperti giusti nella Regione. Le persone capiscono sempre più che non si può lavorare in silos in un settore o in un gruppo. Bisogna avere una visione più ampia di dove si prendono i feedback e le informazioni – e questo aiuterà a creare una strategia per andare avanti.

 

Losanna è la Città Olimpica, ospita più di 55 Federazioni Sportive Internazionali/organizzazioni. Ma Losanna è unica? Cosa possiamo imparare in termini di Sport Tech e Innovazione nel 2019? E come possiamo generalizzare le lezioni che voi avete imparato a Losanna?

 

Losanna è una situazione unica perché ospita i quartier generali del CIO e di più di 50 organizzazioni sportive internazionali. Di conseguenza, molti accademici e molte aziende che hanno a che fare con lo sport si sono insediate nella Regione. Questo ci da uno specifico DNA. Credo che più o meno ogni Paese ed ogni Regione può trovare il proprio particolare DNA e far leva su questo – ma questo non succede automatiamente o da sé. Deve esserci un motore ed un approccio strutturato – ed è questo che stiamo cercando di articolare con ThinkSport. Abbiamo collaborato con altri hub e cluster all’estero per imparare da loro e per collaborare nei campi di interesse comune. Non è una competizione, ogni regione ha qualcosa di speciale e di valore.

 

Avete lanciato uno Sport Innovation Hub con sede a Losanna. Cosa puoi dirci di questa nuova iniziativa?

 

A ThinkSport, abbiamo avuto diverse pietre miliari nella nostra strategia: vi dicevo del modo in cui abbiamo pensato all’inventario come logico punto di partenza per avere una comprensione inclusiva del nostro ecosistema; il nostro ruolo di facilitatore in sostegno al nostro ecosistema; e la creazione del nostro evento faro internazionale THE SPOT come punto di incontro annuale e fisico per il nostro ecosistema. Il prossimo passo nella nostra strategia è la creazione di un nuovo Sport Innovation Hub che sarà complementare rispetto a THE SPOT che offrirà una piattaforma forte e permamente su sport e innovazione nella Regione. Sarà una porta d’entrata permanente ed affidabile per dare sostegno e sostenere l’innovazione in modi differenti contribuendo all’industria globale dello sport.

 

In Italia abbiamo due piattaforme per sport-innovazione e due programmi di accelerazione per startup sportive: Spin Accelerator Italy di Trentino Sviluppo con l’Università di Trento; e WyLab. Il messaggio chiave che è emerso da The Spot quest’anno è che esiste un potenziale che deve essere esplorato nell’eco-sistema dell’innovazione e dello sport a livello locale. Pensi che questo sia universalmente vero?

 

Collaboriamo con 20 network in Europa, Asia, USA e Australia. Molti di questi ci hanno confidato di avere un ecosistema incredibile attorno a loro, ma anche difficoltà a “connecting the different dots”. È un gran lavoro identificare i diversi attori nell’ecosistema, come sono collegati al tuo DNA ed alle tue piattaforme, incubatori o accaleratori. Ma è un importantissimo compito da fare. Per esempio, quando lavori con startup, sei alla ricerca di mentori, esperti e soluzioni che magari arrivano da altri settori. Se non hai un inventario pronto, non sarai in grado di aiutarli. O se io vengo da te perché sto cercando qualcuno che possa aiutarmi in un’area specifica, tu sarai in grado di aiutarmi molto più velocemente se questo lavoro sulle fondamenta è stato fatto. Il Trentino e l’Italia sono casa di così tanti fornitori innovativi nell’industria dello sport, veri esperti nell’attrezzatura sportiva e nei capi di abbigliamento che hanno capito sia importante e strategico portare nuovi prodotti innovativi sul mercato. Non ha senso avere idee di prodotto che rimangono nel mondo accademico, devono risolvere i bisogni degli end-user. E di nuovo, è importante connettere i punti e unire i diversi settori.

 

Quest’anno The Spot ha anche ospitato diverse “National Houses” e Trentino Sviluppo ha coordinato “House of Italy”, che ha rappresentato 20 progetti imprenditoriali, educativi e la Scuola dello Sport CONI -ora Sport & Salute (ne abbiamo parlato qui) Quali sono le tue impressioni italiane?

 

Avere House of Italy at THE SPOT è stata un’esperienza fantastica. Siamo molto impressionati dalla motivazione e dalla creatività delle persone che hanno dato vita a questo spazio italiano. Tutti erano particolarmente disponibili e aperti a collaborare con un mindset innovativo da diversi settori e diversi Paesi. È stata una House veramente pop(olare)! È importante per noi attrarre esperti su sport ed innovazione oltre i nostri confini svizzeri per promuovere il nostro ecosistema ed il nostro expertise – ma anche ed ugualmente per imparare dagli altri. Noi ci consideriamo ancora una startup e rimaniamo molto umili

 

 

 

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