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Ultimo aggiornamento il 21 agosto 2019 alle 9:00

Dal coach al caster, ecco le nuove professioni degli eSports

Un giro d'affari enorme e un'attenzione con crescita esponenziale fanno degli eSports un fenomeno tale da generare nuove figure professionali. Dal coach al caster ecco quali sono.

Gli eSports, non sono più solo una moda. Il mercato degli eSports genera l’attenzione e un fatturato di proporzioni enormi. A stabilirlo, sono i numeri del Global Esports Market Report 2019, secondo il quale, entro fine anno, il giro d’affari supererà per la prima volta 1 miliardo di dollari.

Un mercato senza eguali, che cresce in misura esponenziale, guidato dagli Stati Uniti con il 36% dei ricavi, dall’Europa che segue con il 32% e dall’Asia sul terzo gradino del podio con il 27%.

E il pubblico in Italia? I fan del virtuale, crescono in maniera costante. Secondo una ricerca dell’Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi ben 1,2 milioni di italiani sono interessati agli eSports, con la fascia dei giovani tra i 16 e i 30 anni ad essere la più coinvolta. Tutto questo, ha aperto la strada a nuove professioni. Un approccio evolutivo a cui va in contro anche il Master lanciato di recente a Milano, con l’obiettivo di creare figure professionali proprio a supporto degli eSports.

L’allenatore degli ePlayers

Sapevate che gli ePlayers professionisti si allenano fino a 8 ore al giorno (fonte esportsobserver.com)? Ecco perchè, anche un ePlayer ha bisogno di un allenatore.

Dal dicembre 2018, la GEC – Giochi Elettronici Competitivi ha lanciato il primo corso ufficiale di allenatore eSports che prepara i futuri allenatori attraverso 4 moduli specifici.

Un allenatore che a differenza di quello da “sport classico”, deve badare di più alla tenuta “psicologica” del proprio player il cui regime prevede un quantitativo di ore infinite, passate davanti allo schermo e di lunghe sessioni di tornei. Un corso dunque, che aiuta gli allenatori alla metodologia di allenamento, con particolare attenzione ai rischi di uno stile di vita sedentario, con basi di psicologia dello Sport adattate al contesto virtuale.

 

Il Presidente a capo del e-Team

I premi per un torneo eSports possono arrivare anche a centinaia di migliaia di euro. Cifre importanti, che necessitano di un’orgnizzazione e un approccio “aziendale” alla propria squadra eSports.

Adidas è uno dei brand che ha creduto di più negli eSports. A testimonianza di questo, la recente partnership del colosso tedesco con Exeed che come racconta il CEO Federico Brambilla è orientata a fornire ai players, tutto quello di cui hanno bisogno per competere nei tornei: un posto per gli allenamenti, le attrezzature, ma anche un mental coach per migliorare le proprie performance virtuali.

Insomma, un lavoro simile a quello di un Presidente (o CEO) di un’azienda di tipo classico che con un approccio manageriale deve essere in grado di lavorare a 360 gradi per i propri e-players: gestendone ad esempio, le richieste ai tornei, organizzandone le trasferte, con un occhio ai risvolti commerciali del proprio team.

 

Il “caster” – il commentatore dei tornei

La funzione del caster, ovvero come viene chiamato il commentatore nel mondo eSports, è di fondamentale importanza: oltre a veicolare le emozioni degli eSports verso il pubblico, chi impugna il microfono deve essere in grado di spiegare perfettamente ciò che sta accadendo durante una partita allo schermo, decostruendo efficacemente le dinamiche per tutti coloro che si trovino al primo impatto con una competizione virtuale.

Insomma il successo dell’evento eSports passa dalle mani (anzi è il caso di dire, dalla voce) del caster che non deve essere un semplice appassionato di videogame. Spesso viene infatti, dal mondo radiofonico, è un esperto di comunicazione, a volte un ex-player, c’è chi ha mosso i primi passi su YouTube prima di diventare la “voce” di un torneo eSports che oggi conta una figura professionale a tutti gli effetti: quella del commentatore ufficiale.

© Simone "Akira" Trimarchi (Foto dal suo profilo Fac...

“Quando manca un commentatore di talento, l’evento ha meno seguito e la community non è contenta”. – Ha raccontato Simone ‘Akira’ Trimarchi, fondatore assieme a Ivan “Rampage In The Box” Grieco dell’Associazione Italiana Caster.

L’e-Avvocato

E in un settore dove “girano” cifre spropositate è anche normale pernsare che ci siano tantissime controversie. Ecco qundi lo svilupparsi della figura dell’e-avvocato, specializzato nelle controversie da eSports.

«Ci occupiamo di gestione dei diritti legati agli eventi, ai contratti funzionali all’organizzazione e agli aspetti regolatori in termini di conformità alla normativa, tra gli altri, in materia pubblicitaria, di tutela dei consumatori e sui concorsi a premi. L’attività giudiziale capita e spesso sono controversie tra i giocatori e gli organizzatori degli eventi» – racconta Giulio Coraggio capo di DLA Piper uno studio legale nato e specializzato proprio sulle controversie a tema eSports.

L’attuale vuoto normativo che non disciplina il settore degli eSports è sicuramente un problema che ne rallenta gli investimenti. I tempi però stanno cambiando, e a dirlo è il numero crescente di avvocati che sempre di più, si sta specializzando sulle tematiche da gioco virtuale.

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