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Ultimo aggiornamento il 29 agosto 2019 alle 7:00

Ninja fa l’accordo con Adidas dopo l’addio a Twitch

Il più celebre pro-gamer, appena passato a Mixer per 50 milioni di dollari, sarà testimonial del brand tedesco. Molti i prodotti, anche digitali, in arrivo

Non che qualche passo non fosse già stato fatto. Nike, per esempio, ha realizzato le maglie per la League of Legends Pro League in Cina all’inizio dell’anno: si rivedranno per il Mondiale a Parigi, il prossimo ottobre. Così come Champion e K-Swiss che hanno messo sotto contratto squadre e giocatori di e-sport. Ma l’accordo del fenomeno statunitense Tyler Blevins, in arte Ninja e il più celebre videogiocatore del mondo, con Adidas è una di quelle notizie spartiacque, che promettono di pompare ancora di più il giro d’affari del mondo degli e-Sports: le partite dal vivo ai videogame più popolari trasmesse in streaming su piattaforme come Twitch, YouTube o Mixer di Microsoft o nei palazzetti.

L’accordo col brand tedesco

Il patto, del quale mancano ancora i dettagli sia finanziari che progettuali (“Usate l’immaginazione” ha spiegato Ninja ai suoi fan, rigorosamente in streaming), spingerà ancora di più un mondo che arriverà a toccare 1,5 miliardi di dollari di valore nel 2020. Già a cavallo fra 2018 e 2019 si è attestato appena oltre il miliardo. Il punto è che la fetta più ampia di quei ricavi arriva appunto dagli sponsor: si tratta del 40% della torta, con una crescita del 34% rispetto al 2018. La mossa del campione di Fortnite fa appunto parte di questa dinamica: oltre che del suo recente e chiacchierato passaggio da Twitch, la piattaforma controllata da Amazon, a Mixer, quella di Microsoft, integrata nell’ecosistema Xbox. Dove, fra l’altro, non ci sono i vari Tfue, Shroud e Dr. Disrespect a fargli concorrenza in termini di seguito e visualizzazioni: può regnare incontrastato.

Cosa partorirà il patto

Secondo quanto appreso da The Verge, l’accordo fra il colosso tedesco dell’abbigliamento e il 28enne giocatore – che ha iniziato a scommettere su questa nuova forma di professionismo videoludico nel 2009 con Halo 3 – durerà diversi anni: se al momento non ci sono ancora t-shirt, calzature, accessori o altri prodotti col suo nome, arriveranno presto. E non solo nel solco della tradizione. Adidas ha infatti confermato che la partnership sfornerà prodotti “sia nel mondo fisico che virtuale”. Lasciando dunque presagire contenuti brandizzati dal marchio delle tre strisce per qualche acquisto in-game in qualche titolo.

Chi paga Ninja

Per Ninja il presumibilmente ricco accordo si aggiunge ovviamente a quello con Microsoft (legato appunto al suo trasloco su Mixer, si dice 50 milioni di dollari), al patto con Samsung che lo ha coinvolto in numerosi eventi del gruppo sudcoreano per il lancio dei nuovi dispositivi, a quello consolidato con Red Bull fino ai contratti con le case di produzione (come la Electronics Arts che lo ha pagato un milione di dollari per giocare ad Apex Legends al momento del lancio) e con altre sigle, senza dimenticare le pubblicità su YouTube.

Anche in Italia il fenomeno eSports continua a crescere. Secondo l’ultimo rapporto Aesvi, 350mila persone dichiarano di seguirne gli eventi su internet ma calcolando anche i meno assidui si arriva a 1,2 milioni di spettatori. Il 79% ci passa il tempo, il 67% punta a migliorarsi in questo o quel titolo,  il grosso di star e pubblico appartiene alla fascia 16-30 anni. Fra i titoli più amati Fifa (47%), Call of Duty (44%) e League of Legends (34%).

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