Agassi, 13 anni fa il ritiro dal tennis. Oggi è filantropo per scuola e dislessia
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Ultimo aggiornamento il 3 settembre 2019 alle 16:12

Andre Agassi, 13 anni fa il ritiro dal tennis. Oggi è filantropo e investe in startup

Dopo 8 grand slam vinti e una carriera ai vertici, il campione ha investito 1 miliardo di dollari su startup che si occupano di istruzione e disturbi dell'apprendimento

Sono 13 anni che Andre Agassi ha lasciato il tennis. Il 3 settembre 2006 giocò il suo ultimo match sui campi degli US Open, lo Slam che vinse due volte nel ’94 e nel ’99. Quel giorno perse al terzo turno contro il tedesco Benjamin Becker. “Quando ho cominciato a giocare a tennis – racconta Agassi in Open, la sua autobiografia – ero come la maggioranza dei ragazzini: non sapevo chi ero e mi ribellavo al fatto che fossero i grandi a dirmelo. Penso che i grandi facciamo sempre questo errore con i giovani, trattandoli come prodotti finiti quando in realtà sono in fieri”. È stata un po’ questa la stella polare dell’Andre Agassi Foundation For Education che ha finanziato con un miliardo di dollari la realizzazione di scuole in aree disagiate degli Stati Uniti e investe in programmi per favorire l’istruzione anche di chi presenta disturbi dell’apprendimento.

Agassi torna a scuola

Si chiamano charter school, quasi cento costruite negli USA: strutture pubbliche che non richiedono il pagamento di tasse, ma che godono di maggiore autonomia rispetto alle realtà statali. Andre Agassi ha investito anche in Square Panda, una startup californiana specializzata proprio sul tema dell’educazione, con un’attenzione soprattutto per i bambini dislessici. Il campione di tennis ha dedicato capitali e attenzione al tema dell’abbandono scolastico proprio alla luce della sua esperienza: Agassi in effetti lasciò gli studi a 14 anni per concentrarsi sul proprio talento. “La mia carenza di istruzione – ha detto in una intervista – è stata forse la principale molla per il mio impegno e interesse nel mondo della scuola”.

 

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Square Panda sfrutta la tecnologia per migliorare le capacità di lettura dei più piccoli grazie a giochi da fare su tablet o altri dispositivi. La startup è stata fondata proprio perché uno dei cofondatori ha una figlia dislessica e non riusciva a trovare lo strumento migliore per farla sentire a proprio agio con la lettura. La strategia di giochi di lettura – disponibili su tutti i dispositivi, iOS e Android – ha funzionato visto che Square Panda nel 2016 aveva già raccolto 4 milioni di dollari.

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