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Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2019 alle 10:46

Al Festival dello Sport di Trento lo spettacolo dei bolidi elettrici della Formula E

Felipe Massa e Lucas di Grassi hanno sfrecciato nel centro cittadino su un piccolo circuito allestito attorno al MUSE. Per farci raccontare il fenomeno che appassiona sempre più sportivi abbiamo intervistato il telecronista e inviato di punta di Sportmediaset Ronny Mengo

Si può fare spettacolo, nel rumoroso e inquinante mondo dei motori, senza suoni né emissioni di CO2 ? Al Festival dello Sport di Trento, la Formula E ha dimostrato che è possibile e che, ormai, è realtà da cinque anni. Per un giorno lo Sport Tech District (coordinato da Trentino Sviluppo), un’area dedicata alla tecnologia applicata allo sport e alla relazione tra sport, innovazione e business, si è trasformato in un vero e proprio motorhome elettrico.

 

Questa volta non sono stati (come da proverbio) i trentatrè trentini ad entrare per le vie del centro trotterellando, bensì due piloti brasiliani “sibilanti”, cioè Felipe Massa (ha corso per la Scuderia Ferrari per otto stagioni) e Lucas di Grassi, alla guida delle auto Gen-2 che si sfideranno nell’imminente sesto campionato mondiale di Formula E. I due hanno sfrecciato nel centro cittadino, su un piccolo circuito allestito attorno al MUSE, il museo delle Scienze di Trento disegnato da Renzo Piano. Sibilanti, perché è l’unico rumore prodotto dalle monoposto elettriche e che appassiona sempre di più, non solo sportivi, ma anche famiglie e giovanissimi.

I bolidi a propulsione elettrica rappresentano la mobilità ecosostenibile del futuro grazie alle loro avanzate tecnologie. E le soluzioni usate per la Formula E possono essere replicate all’interno di veicoli che usiamo quotidianamente, con velocità ridotte, per girare per la città senza inquinare. Una scelta green, una scelta inevitabile e il cui messaggio è riuscito a catturare l’interesse delle grandi metropoli, come Londra, New York, Parigi, Hong Kong e Roma. Un campionato avvincente, divertente, con regole innovative, al quale ormai partecipano le più grandi case automobilistiche e che, nelle cinque edizioni fin qui disputate, ha avuto già quattro vincitori diversi, tra cui proprio Lucas Di Grassi.

Il prossimo campionato iridato prenderà il via il 22 Novembre in Arabia Saudita e quest’anno ci sarà ancora più bagarre, visto anche l’ingresso al 100% di Mercedes, della novità rappresentata dalla Porsche, oltre alle già presenti Audi, BMW, DS Techeetah (vincitrice degli ultimi due mondiali con il pilota francese Jean-Eric Vergne), Jaguar, Mahindra, NIO, Penske e Venturi (il team di Felipe Massa).

Al Festival dello Sport di Trento i piloti, dopo l’esibizione, hanno incontrato il pubblico. Grande ovazione, ovviamente, per l’ex-ferrarista Massa: “Ho voluto rimettermi tuta e casco per un mondo più pulito, un mondo simile e differente al tempo stesso al fratello maggiore di Formula 1. Il campionato di auto elettriche si distingue non solo per materiali e tecnologie – ha detto Felipe Massa – ma anche per il modo di guidare e prendere le curve. Tutti aspetti, questi, che lo rendono particolarmente impegnativo. Il primo anno per me è stato un apprendistato – ha poi concluso il pilota del Team Venturi –  questa è la mia seconda stagione, spero di correre sempre più forte!”.

Insieme a loro, oltre a Dieter Grass, responsabile motorsport Audi, c’era anche Jamie Reigle, nuovo a.d. della Formula E, che ha ben spiegato il successo del nuovo show green: “Questo sport è in evoluzione e grandi margini di miglioramento ci sono ancora sulla gestione del rumore e sulle prestazioni delle batterie, per durata, ingombro e costi di produzione. Cina e Stati Uniti si confermano mercati decisamente appetibili per i costruttori – ha dichiarato Reigle – ed il pubblico è in continua crescita. Gli appassionati di bolidi elettrici, infatti, sono cresciuti del 24% nella quinta stagione (rispetto alla precedente) ed anche le interazioni social tra utenti in rete sono notevolmente aumentate”.  “È un campionato che sta crescendo in fretta, non c’è bisogno di rivoluzione, ma di evoluzione – ha aggiunto Dieter Gass – c’è ancora molto da fare sulla velocità delle vetture, per garantire lo show e il sorpasso ad esempio, e sul fronte della sicurezza”.

L’evoluzione della Formula E raccontata da Ronny Mengo

Negli ultimi due anni, abbiamo potuto ammirare i piloti di Formula E darsi battaglia in tv attraverso i canali Mediaset che, almeno fino al 2023, avrà la diretta esclusiva dell’evento. Telecronista e inviato di punta di Sportmediaset, Ronny Mengo ha vissuto con entusiasmo le ultime due stagioni e racconterà anche la terza. Chi meglio di lui, allora, per svelarci i segreti delle monoposto elettriche:

Com’è stato veder sfrecciare le auto di Formula E per le strade del centro di Trento?

Esperienza molto divertente, un bel modo di mostrare le auto e far sentire il famoso “sibilo” delle Gen-2, ancora non noto a tutti. Bello il giro cittadino di Di Grassi e Massa, con diversi “burn-out” delle auto ed il fumo scenografico che sprizza via dalle gomme.

 

La terza stagione di Formula E, targata Sportmediaset, sta per cominciare: sensazioni?

È un campionato in crescita, poco conosciuto quando abbiamo cominciato. Il primo anno è stato per noi una startup, il secondo già molto diverso, con le auto Gen-2 che ci hanno portato all’età adulta della competizione. Sono arrivati i primi nomi importanti, tra cui Felipe Massa. Quest’anno sarà un mondiale unico, perché vi parteciperanno contemporaneamente le quattro grandi case automobilistiche tedesche Audi, Bmw, Mercedes e Porsche

 

Da inviato, qual è l’aspetto più affascinante di una gara di Formula E?

È una competizione furba, ha fattori che la Formula 1 dovrebbe imitare in termini di spettacolo. Le gare sono divertenti, perché durano 45 minuti, un tempo che non stanca lo spettatore. In pista, poi, c’è più bagarre, le auto lottano tra loro, si speronano, si sorpassano, la gara è molto animata e la gente interagisce da casa con il Fan Boost, ovvero votano il loro pilota preferito

Per i neofiti, come funziona un motore di Formula E e in cosa si differenzia da quello di Formula 1?

Le auto sono a emissioni zero, non c’è il motore endotermico e, di contro, la potenza di accelerazione è immediata, gli stessi piloti impazziscono per questa erogazione. Non c’è, poi, il cambio classico, ma solo una piccola leva di partenza, monomarcia, a volte con due al massimo. Le Gen-2, infine, hanno batterie che durano tutta la gara e non è più necessario il cambio auto come nelle prime edizioni.

 

Perché l’elettrico è così importante?

Perché il pianeta Terra è nostro ed il tema dell’ecosostenibilità è importantissimo. Chi abita nei centri cittadini non può più respirare smog a tutte le ore. La scelta green è, come recita uno slogan famoso, una “scelta inevitabile”. L’auto di Formula E costa certamente meno di una di Formula 1, a partire dai freni, l’aerodinamica, il telaio meno esasperato ed il treno gomme, utilizzabile per tutto il weekend. Lo smaltimento delle batterie è ancora un argomento di discussione, ma ci si sta lavorando.

 

Vedremo, in futuro, la Formula 1 e la Moto GP elettriche?

Difficile a dirsi, gli scettici vogliono ancora il casino del motore esasperato alla massima potenza per competere. Pian piano, però, tutti stanno scoprendo la Formula E e, secondo me, il numero degli appassionati è destinato ad aumentare

 

Una delle tappe più affascinanti è, da due anni, l’E-Prix di Roma sul circuito dell’Eur: che esperienza è stata e cosa dobbiamo attenderci per il prossimo 4 aprile?

 

Il primo anno è stato un’autentica sorpresa, per tutti. Per la città, per Mediaset, per noi stessi, con un riscontro di pubblico e audience incredibile. Un evento unico di per sé, correre nel centro di Roma. Cosa che non è mai riuscita nemmeno ad Ecclestone. Un importante biglietto da visita per il mondiale, anche in chiave televisiva. Il secondo anno l’evento è cresciuto e il terzo dovrà essere quello che fa di Roma non più una novità, ma una piacevole consuetudine

Chi vince il prossimo mondiale di Formula E?

Ahia, domanda difficile: l’imprevedibilità l’ha sempre fatta da padrone, lo stesso Di Grassi ha ammesso che ci sono almeno 12-13 nomi buoni. Vergne è leader esperto, unico ad aver conquistato fin qui due titoli e Felipe Massa, che ha avuto un primo anno di apprendistato, parte con il Team Venturi ed il Mercedes-Benz Powertrain per dar battaglia. Quando, poi, Mercedes entra con il 100% della sua factory in una competizione fa la differenza e tutti sono fiduciosi anche nella buona riuscita della Porsche. Secondo me, ne vedremo delle belle!

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