Spotify compra The Ringer, il network di podcast sportivi (e non solo) - SportUp

Ultimo aggiornamento il 7 febbraio 2020 alle 7:25

Spotify compra The Ringer, il network di podcast sportivi (e non solo)

Intanto gli abbonati salgono a 124 milioni, nel complesso gli utenti sono 271 milioni. I ricavi crescono a 6,76 miliardi ma rimangono le perdite operative e nette

Spotify continua a crescere. E lo fa sull’onda dei podcast. Gli ultimi risultati finanziari sono infatti ottimi – specie in termini di utenti e abbonati, meno per le perdite operative e nette – e segnalano una crescita a 271 milioni di utenti attivi mensili (+31% sul 2018), con 23 milioni aggiunti solo nell’ultimo trimestre e 64 nell’intero anno. Di quegli ascoltatori, 124 milioni sono abbonati premium (cioè pagano) e sono cresciuti del 29% nel corso del 2019 (28 milioni), con 11 milioni aggregati solo negli ultimi quattro mesi. Significa 2,3 milioni di abbonati a pagamento in più ogni mese.

Le previsioni per il 2020

Un ritmo notevole, che dovrà toccare nel corso del 2020 una quota fra 143 e 153 milioni di abbonamenti premium e fra 328 e 348 milioni di utenti attivi mensili. In termini di ricavi, la piattaforma anglosvedese segnala invece nel trimestre una crescita del 24% su base annua a 1,86 miliardi di euro, trainati ovviamente dagli abbonamenti. La perdita operativa del periodo è stata di 77 milioni di euro e quella netta di 209 milioni. Nel complesso dell’anno, i ricavi sono saliti del 28,6% a 6,76 miliardi di euro con una perdita operativa di 73 milioni e netta di 186 milioni, in forte aumento rispetto ai 78 milioni del 2018. In gran parte si deve anche alle acquisizioni effettuate nel corso dell’anno, fra cui molte legate al mondo dei podcast.

L’acquisto di “The Ringer”

Proprio sui podcast, oltre che sul rinnovo dei contratti con le major discografiche che mettono a disposizione gli oltre 30 milioni di brani della sterminata library, si continuerà a puntare. L’ultima notizia in questo senso, per esempio, l’acquisto di “The Ringer”, la piattaforma di contenuti soprattutto sportivi ma anche di intrattenimento e cultura popolare fondata nel 2016 dall’autore statunitense Bill Simmons. Il sito porta in dote un catalogo fortemente ritagliato sullo sport e l’entertainment, l’intero catalogo di podcast – in quelli sportivi Simmons è considerando un pioniere, anzitutto col suo The Bill Simmons Podcast – e la stessa piattaforma che li ospita.

Bill Simmons

Il percorso del 2019, da Gimlet a oggi

Come spiega The Verge, Spotify aveva urgenza di forze fresche nell’ambito dei podcast e si è assicurato un fornitore di primo piano. Si chiude così un anno importante, che iniziava proprio lo scorso gennaio con l’acquisizione di Gimlet Media e di Anchor, l’app per consentire a chiunque di confezionare con facilità il proprio podcast. Più avanti sarebbe entrata nella famiglia anche la rete Parcas, specializzata in contenuti crime e horror. Un percorso che consente ora alla piattaforma di offrire contenuti che spaziano dallo sport alle crime story fino a serie di prestigio sotto l’etichetta Spotify Originals come lo show di Amy Schumer o di Joe Budden.

 

Tornando ai dati, la crescita di Spotify sembra aver messo il turbo nelle sue tre regioni più importanti: Europa, Nord America e America Latina. Anche se il segmento “resto del mondo” risulta ancora la voce in crescita più significativa. Nel complesso, dall’Europa arriva il 35% degli utenti di Spotify e il 40% degli abbonati mentre il 27% abita in Nord America (così come il 30% degli abbonati). L’America Latina porta il 22% degli utenti e il 20% degli abbonati e il resto del mondo il 16% degli utenti e il 10% degli abbonati.

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