Calcio e diritti TV: anche YouTube entra nella lotta. Ma Facebook e Amazon fanno gara a sé - SportUp
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Ultimo aggiornamento il 10 marzo 2020 alle 7:30

Calcio e diritti TV: anche YouTube entra nella lotta. Ma Facebook e Amazon fanno gara a sé

Il Tubo trasmetterà tutte le gare del campionato russo, Facebook si è presa FA Cup e la Major League Soccer. Amazon invece cresce più di tutti nel Regno Unito e conta sulla Champions League

Sono i player più attivi, ma non ci sono solo Amazon e Facebook tra le piattaforme digitali che guardano al calcio per richiamare l’attenzione degli utenti e ampliare, diversificandoli, i servizi che portano gli iscritti a fermarsi all’interno del rispettivo recinto virtuale (a cosa serve? a ottenere ricavi maggiori dalla inserzionisti). La leva sportiva è una delle più appetibili in assoluto e in ogni Paese (perché cambiano le discipline di riferimento, ma resta l’alto interesse popolare), così c’è chi prova a cavalcare il mezzo per farsi conoscere dai fan esteri. Un punto su cui, restando al calcio, da decenni arrivano buona parte delle entrate di Serie A, Liga, Premier League e Bundesliga: naturale quindi che anche chi conta su un bacino assai più limitato punti ora a sfruttare il digitale per allargare i confini. Almeno questa è l’intenzione della Russian Prem’er-Liga, massimo campionato di calcio russo, che ha siglato un accordo con YouTube per la trasmissione degli incontri del torneo nazionale riservata ai residenti al di fuori della Federazione Russa e della Comunità degli Stati Indipendenti (che comprende nove delle ex repubbliche sovietiche, più il Turkmenistan).

Perché YouTube

La mossa segna un passo epocale per il calcio russo, affacciatosi al grande pubblico internazionale grazie all’organizzazione dei Mondiali del 2018: anche perché si tratta della prima competizione calcistica nazionale a scegliere YouTube come partner per la trasmissione dei match. L’abbonamento prevede due possibilità: 2,99 euro (o dollari) al mese per vedere le due gare più importanti della giornata con commento in lingua inglese, oppure 4,99 euro (o dollari) mensili per guardare tutte le otto partite in programma ogni fine settimana, incluse le due con telecronaca in inglese più appuntamento settimanale con le sintesi degli incontri disputati.

 

“L’accordo con Google è un primo passo del nostro percorso per cercare di capire le preferenze del pubblico e la sensibilità alla spesa per l’abbonamento” ha spiegato Pavel Surovov, direttore commerciale della RPL (sigla della Russian Prem’er-Liga). L’obiettivo ultimo, però, è andare oltre YouTube, dove l’anno scorso le partite del campionato russo si potevano vedere gratis sul canale della RPL (con una rilevante crescita di spettatori registrata durante la stagione): l’intenzione dei dirigenti russi è realizzare una piattaforma streaming on demand a pagamento proprietaria (tipo Netflix), per aumentare l’appeal a livello internazionale.

 

Quanto a Google, YouTube resta l’approdo migliore per tentare di espandersi sul versante sportivo: come dimostra l’accordo dello scorso dicembre con il Liverpool, primo club al mondo a offrire un abbonamento al proprio canale sul Tubo, che conta il maggior numero di iscritti tra tutti i canali delle società di Premier League. Per 0,99 sterline i tifosi dei Reds possono accedere a contenuti esclusivi, con programmi settimanali e immagini inedite della squadra, oltre a emoji personalizzate, badge fedeltà e la partecipazione alla community degli abbonati.

Il modello di Francia e Spagna: MyLigue 1 e LaLigaSportsTV

Quello che è nei desideri russi è già realtà altrove: nello specifico in Francia, dove la lega calcistica nazionale ha lanciato My Ligue 1, la piattaforma di streaming con nome inglese proprio per massimizzare la visibilità verso gli appassionati stranieri. Realizzata insieme alla società californiana Ooyala, l’iscrizione è per ora gratuita e consente di guardare gli highlight delle partite di Ligue 1 e di Ligue 2 (l’equivalente della nostra Serie B) al termine degli incontri, oltre a contenuti esclusivi come interviste e analisi, servizi d’archivio sugli ex giocatori e la trasmissione di gare di Coppa di Lega, terzo titolo stagionale dopo campionato e Coppa di Francia. Giovane e in divenire, My Ligue 1 mira ad avvicinare i tifosi di alcuni paesi europei in cui finora il campionato francese non ha sfondato: a partire da Polonia e Belgio, come indicato dall’amministratore delegato della piattaforma, Didier Quillot. Il passo decisivo per riuscirci, però, passa dalla trasmissione delle gare della massima competizione, priorità su cui i francesi stanno lavorando.

 

Segue un approccio diverso LaLigaSportsTV, piattaforma che promuove l’intero mondo sportivo spagnolo: registrandosi e installando l’app per smartphone e tablet Android e iOS, oppure per Smart TV di Samsung e LG, Android TV e via Chromecast, si possono vedere le azioni salienti delle partite di Liga e della Liga ACB di basket e la diretta di gare delle serie inferiori di entrambe le discipline, oltre a incontri ed eventi di calcio a 5, pallamano, nuoto, ginnastica, ping pong, motorsport, pugilato, beach-soccer, padel, hockey, sollevamento pesi, pallanuoto, triathlon, football americano, bocce, biliardo, scherma, ciclismo e canottaggio. Ovviamente, come sulle altre piattaforme simili, ogni utente può scegliere le rispettive preferenze e crearsi un canale personalizzato.

Le mosse dei giganti: Facebook e Amazon

L’ultimo colpo in ordine cronologico è l’accordo con la Major League Soccer per la trasmissione degli highlight delle partite su Facebook Watch e la realizzazione di speciali sul campionato calcistico statunitense e sulle singole squadre. E la precedente novità era arrivata solo qualche giorno prima, perché Facebook si è accaparrata anche la diretta esclusiva di due match degli ottavi di finale della FA Cup (Reading-Sheffield United e Leicester-Birmingham). Queste due alleanze si aggiungono alle partnership in atto con la Liga, che dalla scorsa stagione e fino alla prossima trasmetterà gratuitamente tutte le partite di campionato sulla propria pagina Facebook nei paesi nel subcontinente indiano: Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, Sri Lanka, Maldive, Nepal, Bhtuan e India. Un accordo dall’enorme potenziale per il calcio spagnolo, che in maniera intelligente offre il suo meglio a centinaia di milioni di spettatori e potenziali futuri tifosi (senza dimenticare che gli spagnoli sono stati i primi tra le principali leghe dei campionati europei ad aprire una sede di rappresentanza in Cina, l’altro mercato dai grandi numeri del presente e del futuro).

 

Sempre restando al calcio, Facebook in America Latina trasmette 32 partite di Champions League sulla pagina ufficiale della UEFA, con un accordo che si concluderà la prossima stagione. Ma tra le frecce all’arco di Facebook ci sono pure i tornei del PGA Tour e le gare NFL (in entrambi i casi si tratta della trasmissione degli highlights).

 

Ancora più aggressiva è la marcia di Amazon, che tra i contenuti dedicati agli abbonati a Prime Video sta aumentando la quantità e la qualità degli eventi sportivi trasmessi in esclusiva. L’apice finora è arrivato lo scorso dicembre, quando sono andate in scena le venti partite di Premier League (due turni, incluso il Boxing Day,:cioè le gare giocate nel giorno di Santo Stefano, visibili solo per i residenti nel Regno Unito) per i cui diritti la società di Jeff Bezos ha sborsato 105 milioni di dollari, registrando però una crescita del 35%, anche grazie a un servizio innovativo arricchito da statistiche live e possibilità di guardare le azioni salienti delle partite durante lo svolgimento delle stesse (il live va automaticamente in pausa, per riprendere quando si torna alla visione standard). In attesa di capire se il colosso di Seattle inserirà nella sua scuderia anche la Serie A, la mossa più importante è stata messa a segno in Germania, dove dalla stagione 2021-2022 Amazon trasmetterà i migliori incontri del martedì di Champions League. Un passo che, insieme all’arrivo di DAZN, ha tolto dopo venti anni il monopolio della competizione a Sky Deutschland: segnando una prepotente entrata in uno dei due suoi principali mercati europei.

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