Coronavirus, Nike, gigante dello sportswear, chiude tutti i negozi - SportUp

Ultimo aggiornamento il 15 marzo 2020 alle 15:43

Coronavirus, Nike, gigante dello sportswear, chiude tutti i negozi

Serrata eccezionale dei punti vendita presenti negli Usa, in Canada e in Europa occidentale. Restano aperti quelli in Asia

Anche il colosso dell’abbigliamento sportivo Nike si unisce alla lunga fila di catene che si apprestano ad abbassare le serrande visto l’incalzare dell’emergenza Coronavirus. L’ultimo in ordine di tempo era stato Apple, che aveva comunicato la chiusura di tutti i suoi punti di vendita sparsi ai quattro angoli del globo ad eccezione di quelli in Cina, dove l’epidemia sembra essere alle spalle e il Paese sta lentamente provando a tornare alla normalità.

Il comunicato di Nike

“Il benessere dei nostri compagni di squadra e dei consumatori è la nostra massima priorità – comunicano dal quartier generale di Nike -, quindi abbiamo deciso di chiudere i nostri negozi in diversi Paesi in tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Canada, Europa occidentale, Australia e Nuova Zelanda per limitare la diffusione del Coronavirus ( COVID-19). Queste chiusure entreranno in vigore da lunedì 16 marzo a venerdì 27 marzo”. Naturalmente, per quanto riguarda il nostro Paese, cambierà ben poco visto che gli store di Nike erano già stati interessati dall’obbligo di chiusura disposto dal governo mercoledì sera con il decreto #iorestoacasa.

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“I clienti – si legge ancora – potranno continuare a fare acquisti sul sito e sulle nostre app Nike. Stiamo adottando ulteriori misure in altre strutture gestite da Nike, tra cui la possibilità di lavorare da casa, orari di lavoro sfalsati, distanza sociale e ulteriori provvedimenti di sicurezza e pulizia per aiutare a proteggere e supportare i nostri compagni di squadra”. Come Apple, anche Nike ha deciso di lasciare invece aperti i negozi nel Sud Est Asiatico, che sembra riuscire a gestire meglio il dilagare dell’epidemia: “I nostri negozi in Corea del Sud, Giappone, in Cina e in molti altri Paesi – conclude la nota – sono attualmente aperti e continueranno le loro normali operazioni”.

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