Draftasy, il fantacalcio si gioca con i campioni del passato - SportUp
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Ultimo aggiornamento il 27 settembre 2020 alle 9:00

Draftasy, il fantacalcio si gioca con i campioni del passato

Un fantacalcio aperto tutto l'anno e che permette ai propri utenti di giocare con i campioni del passato. E' questa l'originale idea alla base di Draftasy.

Sono circa 10 milioni i giocatori del Fantacalcio in Italia, numeri importantissimi che vedono un mercato in continua crescita e che spingono a dar vita a qualcosa di innovativo. Un Fantacalcio aperto tutto l’anno e che permette ai propri utenti di giocare con i campioni del passato: un “fanta-vintage” come lo chiamano loro. E’ questa l’originale idea alla base di Draftasy. Ne abbiamo parlato con Emanuele Marconi, co-founder della startup.

Intervista

Emanuele innanzitutto cos’è e come è nata l’idea Draftasy?

Non sono il solo dietro a Draftasy; oltre a me ci sono tre fantastici amici, prima che soci: Alessandro Ruta, Francesco Cappellotto e Luca Patti. Draftasy è il primo Fantacalcio basato su eventi passati. L’idea nasce per offrire all’utente la possibilità di giocare ogni giorno (e per tutto l’anno) e di sapere subito se si vince. Ci siamo accorti infatti, che il fantacalcio “tradizionale” scoraggia chi nelle prime giornate totalizza pochi punti, inducendolo ad abbandonare quasi irrimediabilmente il gioco. Con Draftasy sei sempre in gioco, 365 giorni l’anno.

 

La Pandemia ha in qualche modo favorito, lo sviluppo di Draftasy?

Il gioco ce l’avevamo in testa da almeno 4-5 anni. E sì, la pandemia e il lockdown hanno di fatto, accellerato la nostra idea. Con lo stop forzato ai campionati di calcio professionistici, infatti, gli appassionati, sono rimasti anche senza il Fantacalcio. Ecco che Draftasy è venuto in contro a questa mancanza, permettendo ai “fanta-allenatori”, di riprendere a giocare al Fantacalcio, con l’unica differenza che si gioca su campionati già finiti.

 

Un Fantacalcio sui campionati di calcio già giocati, come mai questa scelta?

Perchè il passato è affascinante, coinvolgente e per il giocatore è interessante poter scegliere Maradona, Pelè, Van Basten e Ronaldo nella propria squadra del fantacalcio. E perchè ti offre infinite possibilità di giocare ogni giorno! Con Draftasy bisogna provare a “prevedere” il passato in base alle conoscenze e sperando nella buona sorte, un elemento fondamentale di ogni gioco a prescindere dalle strategie, anche le più qualificate.

 

Come spiegheresti Draftasy ad un utente?

Un gioco rapido e divertente con cui rivivere momenti piacevoli del passato. Lo definirei un misto tra il fantacalcio, il bingo, il lotto e i giochi di strategia online. Ci teniamo a precisare innanzitutto che Draftasy non è un fantacalcio tradizionale. Detto ciò, il gioco ha alla base la classica scelta della propria rosa da fantacalcio. Si entra in un torneo programmato per un certo orario e si sceglie subito lo schema tattico (4-4-2, 3-4-3, etc…). Poi si apre il menu con tutti i giocatori divisi per ruolo: sono presenti tutti quelli che hanno messo piede in campo nella manifestazione a cui si riferisce il torneo. Il loro valore naturalmente è proporzionale a ciò che hanno prodotto nella suddetta manifestazione, quindi non si sgarra. Bisogna rimanere nel budget a disposizione, di solito 250 crediti, e poi si sceglie un capitano.

All’ora prestabilita il torneo parte e “il sistemone” estrae a caso per ciascun giocatore scelto dai partecipanti una delle giornate della manifestazioni a cui si fa riferimento (34 per un campionato a 18 squadre, 38 per quello a 20, oppure 30 per quello a 16 o 7 per un Mondiale). Dai portieri agli attaccanti in ordine alfabetico. La classifica del torneo si aggiorna in tempo reale e questo è un momento divertentissimo. Chiaramente poi chi fa più punti vince! Se vinci, sei contento, ma se perdi hai subito la possibilità di cimentarti in altri tornei, sempre con un premio in palio.

 

Ok, quindi basta che prendo Ronaldo (il fenomeno) e vinco facile?

Assolutamente no. Certo, sicuramente è meglio prenderlo che non averlo in squadra. Tuttavia, non è detto che “il sistemone” (come chiamiamo in maniera affettuosa la “manona” virtuale che estrae una giornata a caso per ciascun calciatore di quella stagione/campionato) peschi una giornata in cui Ronaldo ha fatto bene. Anzi, magari pesca quella dove non ha nemmeno giocato e qui ritorniamo appunto, al concetto di “fortuna” che accompagna le strategie di chi fa la formazione al nostro fantacalcio.

 

Un sacco di dati e di combinazioni, come fate a mettere insieme il tutto? Sembra un lavoraccio enorme…

Un lavoraccio, confermo. Francesco (il nostro data-guy) ci lavora tutti i giorni con i dati, e meno male che abbiamo lui! Abbiamo poi sviluppato un algoritmo (c’è voluto un po’ per metterlo a punto) che elabora i punteggi da assegnare a ogni parametro scelto per il fantacalcio. Per recuperare i risultati e i tabellini del passato, abbiamo lavorato su un database molto ricco. Per le statistiche come assist e rigori provocati e subiti abbiamo incrociato gli archivi online di tantissimi giornali e siti internet. Insomma, dietro Draftasy c’è un lavoro non da poco.

 

Qual è il riscontro dell’utente e qual è il vostro modello di business?

In due mesi abbiamo raccolto migliaia di utenti nuovi grazie anche alla collaborazione con Coop Lombardia che ha visto in Draftasy uno strumento innovativo di fidelizzazione dei propri soci e clienti; un gioco nuovo, facile, veloce, non presente sul mercato, buono per tutte le età ed i generi. Gli utenti vediamo che si divertono e crescono in maniera esponenziale. Il riscontro inoltre è molto positivo da parte delle aziende che come Coop, usano Draftasy per organizzare concorsi a premi, fidelizzando così i propri consumatori.

 

Per finire, come vedete il futuro di Draftasy?

Abbiamo varie idee, tra cui un modello freemium con dei crediti a pagamento, l’ingresso di nuovi sport (c’è chi ha proposto il cricket per il mercato asiatico), la personalizzazione del gioco per squadra e, quando finirà la pandemia, magari organizzare anche dei tornei dal vivo. Senza mai dimenticare come siamo nati, e cioè come strumento per dei concorsi a premi, molto graditi dalle aziende.

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