È l'ecommerce, bellezza. Nike licenzia 700 dipendenti dal quartier generale
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Ultimo aggiornamento il 4 novembre 2020 alle 15:16

È l’ecommerce, bellezza. Nike licenzia 700 dipendenti dal quartier generale

La multinazionale dello sport sta seguendo un trend in atto da anni

L’annuncio non è stato confermato, nè smentito dalla multinazionale dello sport. Ma i piani di Nike sembrano chiari: l’azienda licenzierà 700 dipendenti finora attivi nel quartier generale dell’Oregon, a Beaverton, negli Stati Uniti. A differenza di moltissime altre realtà, grandi e piccole, costrette a ridurre il personale alla luce della crisi e della pandemia, la decisione di Nike sembrerebbe avere origini diverse. Come si legge su AP, il CEO John Donahoe ha annunciato che la strategia del baffo bianco guarderà sempre di più al mondo ecommerce e degli acquisti online. Trend che, da anni, era sotto gli occhi di tutti. E che la pandemia e i conseguenti lockdown in tutto il mondo hanno soltanto accelerato.

Nike: nuove strategie

Come Nike anche altre multinazionali stanno ridisegnando le proprie strategie per venire incontro ai bisogni dei consumatori. Di recente Disney ha annunciato un passaggio storico per bocca del suo amministratore delegato, Bob Chapek. Chi ama film e serie tv li guarda e li guarderà sempre di più in streaming grazie a mille device sparsi per la casa. Disney non abbandonerà certo le sale e i teatri, ma li ha definiti una delle opzioni a fianco di Disney+. Tornando a Nike, la stampa locale ha spiegato che l’azienda ha comunque subìto perdite nell’ultimo anno.

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Secondo Oregon Live, la scorsa primavera la società ha registrato una perdita di 790 milioni di dollari. La notizia dei 700 licenziamenti non è arrivata come un fulmine a ciel sereno: l’operazione era in cantiere dall’estate scorsa. Il futuro di Nike vedrà sempre più ecommerce e tecnologia e, riprendendo quanto si legge su Calcio e Finanza, l’azienda starebbe già riprendendosi dalla crisi, almeno guardando ai freddi numeri. L’azienda ha annunciato che i ricavi del primo trimestre per l’anno fiscale 2021 sono inferiori soltanto dell’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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