Blockchain, Bitcoin e IoT ecco il Vesta, la squadra rivoluzione del calcio
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Ultimo aggiornamento il 27 ottobre 2020 alle 22:15

Blockchain, Bitcoin e IoT ecco il Vesta la squadra che ha la missione di diventare la più tecnologica d’Italia

Dalla mente di Gianluca Comandini, massimo esperto di Blockchain, nasce il Vesta, una squadra di terza categoria di Roma, con una mission speciale: scardinare e cambiare il mondo del calcio

Gianluca Comandini è uno dei massimi esperti e divulgatori italiani di tecnologia blockchain e innovazione. E’ parte della task force governativa italiana per delineare la strategia nazionale in ambito blockchain. E’ professore di blockchain presso l’Università Guglielmo Marconi e di Social media marketing alla Sapienza di Roma. Tra le altre cose, segnaliamo anche che è TEDx speaker e opinionista RAI. Ci fermiamo qui perchè pensiamo di aver reso l’idea di che persona speciale sia Gianluca.

Da qualche mese, ha anche deciso di lanciare il Vesta, una squadra dilettantistica di calcio, ma non una qualunque perchè la mission è anche qui, di quelle eccezionali: arrivare tra i professionisti nel giro di pochi anni e rivoluzionare il mondo del pallone attraverso tecnologia e tifosi. Lo abbiamo intervistato, ecco cosa ci ha raccontato Gianluca

L’intervista

Cosa porta un esperto come te in blockchain e criptovalute a credere e a investire nel calcio?

Alla base c’è una spinta emotiva. Dei miei amici di vecchia data mi contatattato (siamo ad agosto 2020), per dirmi che la squadra di calcio del quartiere (Corso Trieste a Roma), dove ho giocato anche io da piccolo, non sarebbe più esistita: i preti che la gestivano, avevano deciso di abbandonare il progetto. Per me fu uno shock, a questo punto, mi faccio carico della questione e poichè dovevamo ripartire da zero, decido, (da esperto in comunicazione), di fare un re-branding della squadra e di dare vita a un progetto nuovo: il Vesta calcio. Nella mia testa, doveva essere una squadra di calcio innovativa, per la quale tutti (nel quartiere), avrebbero voluto farne parte. Dopo qualche storia pubblicata sul mio Instagram personale, qualche passaparola e il progetto ci “esplode” letteralmente tra le mani: in poche settimane, da tutta Italia ci giungono richieste di persone interessate ad aiutare e non solo a parole perchè raccogliamo la bellezza di 100 mila euro in “un niente”. Non avevamo ancora i dirigenti e se si pensa che siamo una squadra di terza categoria, il risultato è stato davvero al limite dell’incredibile.

Che tipo di denotazione hai voluto dare al Vesta?

Sono convinto che un’atmosfera familiare e un’attenzione al lato umano e allo spirito di squadra possa conciliarsi benissimo con la tecnologia più avanzata e i dispositivi di ultima generazione. Il Vesta ha la missione di diventare la squadra più tecnologica d’Italia. Mi pongo la domanda: come possono, oggi, le tecnologie che conosco e per cui collaboro anche per il Governo italiano, ovvero blockchain, intelligenza artificiale, etc…risolvere i problemi del calcio italiano?

Se penso ai soldi, ai flussi finanziari di dubbi provenienza, agli sponsor finti, alle plusvalenze mascherate, al riciclaggio, alla poca tracciabilità – allora sì, la blockchain può decisamente risolvere questi problemi. Sulla parte atletico-tecnica: i troppi infortuni, la loro difficile predicibilità, il deficit di analisi dei dati – e anche qui trovo la risposta: l’IoT (Internet of Things) per analizzare i dati degli atleti e intelligenza artificiale possono aiutare moltissimo. E infine l’interazione tifosi –  oggi ci siamo dimenticati dei tifosi! Sono sempre più l’ultima ruota del carro – social, contest, e interazione continua con il tifoso facendolo partecipare alle scelte della squadra, saranno alla base della nostra comunicazione social.

Qual è stato il feedback più bello ricevuto in questi mesi?

Oltre alle tante persone che vogliono aiutare a far crescere il progetto, sicuramente quello di vedere più di 150 giocatori al nostro open-day che volevano giocare per il Vesta. C’erano addirittura calciatori provenienti da Serie B e C che non ci aspettavamo minimamente di trovare a un provino per una terza categoria (parliamo di 6 categorie di differenza!). Soprattutto, non potendo dare degli stipendi (ma solo un “rimborso” di qualche centinaio di euro) fa ancora più specie, il fatto che dei giocatori avrebbero rinunciato a uno stipendio, pur di far parte del nostro progetto.

Un'ondata arancione ha invaso Roma! Una nuova idea di calcio si sta facendo spazio 🔥⚽️

Gepostet von Vesta Calcio am Mittwoch, 7. Oktober 2020

Che tipo di caratteristiche devono avere i vostri giocatori?

L’aspetto social conta tantissimo. Sui social ci puntiamo per far crescere la nostra fan base. Il nostro calciatore tipo quindi, entrerà a far parte di questo meccanismo, diventandone un ingranaggio importante. Inoltre, il campo da gioco su cui ci alleniamo e giochiamo è il centro sportivo Helix che è dell’Opus dei e questo impone dei comportamenti spesso rigidi e che prendono spunto dalla religione cattolica e che chiediamo di essere rispettati. Diciamo che preferiamo l’armonia, l’educazione, l’etica e la professionalità all’estro eccessivo, ma fine a se stesso.

Ci parli un po’ meglio del coinvolgimento dei tifosi?

Vogliamo coinvolgere il tifoso in tutti gli aspetti. Quando ad esempio eravamo indecisi sulla scelta di alcuni giocatori (tra i tanti che si erano proposti), abbiamo chiesto aiuto ai tifosi: meglio un giocatore più talentuoso, ma con un carattere ribelle con la possibilità di “rompere” lo spogliatoio oppure quello meno tecnico ma che ti garantisce più sicurezza comportamentale e più coesione con gli altri compagni? Ecco, queste scelte le abbiamo fatte anche con la nostra fan base attraverso dei sondaggi Instagram. A proposito, la nostra pagina IG già conta più di mille utenti e quello che sorprende è che sono altamente fiedelizzati. Altra cosa che abbiamo fatto per coinvolgerli è stato montare una telecamera a 360° in alto sul campo, che trasmetterà in streaming online le partite del campionato (al via il 7 novembre – Covid permettendo). E per tornare alla tecnologia, la stessa telecamera è in grado di tracciare e ricoscere i giocatori raccogliendone i dati durante gli allenamenti. Tutti questi dati, vengono poi utilizzati dal nostro staff tecnico per migliorare le performance sportive del singolo giocatore e della squadra.

Vesta calcio

Al centro, Gianluca Comandini che parla alla squadra (dal FB di Gianluca)

Intanto c’è stato lo stop ai campionati dilettantistici, come l’avete presa?

Male. Ci siamo chiesti perchè i profesionisti possono continuare l’attività sportiva e noi “piccoli” no? Purtroppo però, abbiamo dovuto buttare giù il rospo e mettere in atto delle actions. Da un punto di vista atletico, abbiamo già pronte delle schede individuali che i nostri calciatori dovranno seguire per tenersi in forma anche nel periodo di stop alle partite e agli allenamenti di gruppo. Per quanto riguarda i social invece abbiamo già ideato dei contenuti per tenere attiva e coinvolta la fan base come interviste doppie, sondaggi, etc…

L’attenzione su di voi cresce, addirittura si è scomodato un colosso come la Nike…

E’ vero. E anche questo è un risultato straordinario. La Nike storicamente non ha mai sponsorizzato sotto l’eccellenza, eppure il Vesta ha creato così tanto interesse, che hanno deciso di sponsorizzarci e di questo siamo molto onorati. Proprio in questi giorni, stanno ultimando la stampa per le maglie da gioco e il merchandising per i tifosi e il tutto sarà pronto a breve sul nostro shop online. Altra “chicca”, saremo la seconda squadra al mondo (l’altra è il Watsford), la prima in Italia ad avere la scritta Bitcoin al centro delle nostre maglie da gioco.

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Il Vesta batte un altro colpo! Arriva da Bari, Francesco Moretti, il nuovo botto di mercato del DS Accivile in casa Vesta, cresciuto nel settore giovanile della stessa Bari fino agli Allievi Nazionali, poi il salto in Eccellenza col Terlizzi a 16 anni, un’estate col profumo della Serie C a Monopoli e la consacrazione a Bisceglie, con la vittoria della Coppa Italia di Eccellenza, la promozione in Serie D e il sogno Lega Pro sfumato in semifinale di playoff. A completare il tutto due lauree magistrali in chimica e tecnologia farmaceutica. Sarà la prima avventura ufficiale fuori dalla sua regione per il classe ’93, che sceglie di sposare il progetto Vesta convinto di poter aiutare nel suo processo di crescita! Benvenuto Francesco!

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Bitcoin a cui voi siete legati non solo da un punto di vista della comunicazione…

Esattamente. Oltre ad essere una scritta sul petto delle maglie, con i bitcoin i nostri tifosi potranno acquistare magliette o cappellini e a loro sarà offerto un 5% di sconto rispetto al pagamento in euro. Inoltre, abbiamo in previsione di rendere tutti i nostri futuri flussi economici, trasparenti sulla blockchain. Questo vuol dire che domani, un tifoso o un finanziatore, potrà, in tempo reale, vedere dentro la blockchain, le nostre entrate e le nostre spese e capire il nostro andamento finanziario verificandone la crescita della società.

Non ti spaventa il fatto che siete giovani e senza conoscenze calcistiche? In futuro, quando le cose si faranno più serie, come andrete a compensare la mancanza di esperienza?

Con la suddivisione delle competenze. I preparatori atletici faranno sempre i preparatori atletici, l’operatività rimarrà sempre nelle mani dei professionisti che andremo a selezionare sul mercato per portarli all”interno del Vesta. Siamo continuamente alla ricerca di professionalità ed eccellenza in ogni ruolo e questo ci spingerà a scalare il nostro modello anche in futuro e anche nei salti di categoria che prevediamo da qui ai prossimi anni.

Qual è il vostro obbiettivo?

Il nostro vero obbiettivo è quello di arrivare al calcio professionistico (quindi parliamo di Serie D) in quattro anni. Siamo consapevoli della difficoltà di questo obiettivo. Storicamente, le altre società di calcio, hanno raggiunto risultati simili in 10-15 anni. Nessuno di noi, ha competenze calcistiche e venendo “dal nulla”, vogliamo dare uno “schiaffo” al sistema Calcio tradizionale, dimostrando di avercela fatta soltanto grazie a tecnologia e ai tifosi. Vogliamo essere un esempio, vogliamo essere i ragazzini (siamo tutti under 30) che in 4 anni arrivano al calcio professionistico, scardinandolo da dentro e aprendo gli occhi ai piani alti del pallone. Chissà che poi qualcuno, quel punto, chiederà a quei ragazzini, di insegnare qualcosa al resto del calcio…

 

 

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