Champions League, l'anno prossimo la vedremo anche su Amazon Prime Video - SportUp
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Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2020 alle 16:26

Champions League, l’anno prossimo la vedremo anche su Amazon Prime Video

La piattaforma del colosso si sarebbe aggiudicata i diritti per le migliori partite del mercoledì, 17 gare a stagione per tre edizioni. Sky, Mediaset e Dazn si combattono gli altri a suon di rilanci

Alla vigilia dell’avvio dell’edizione 2020-2021 la Uefa ha messo in vendita i diritti tv della Champions League per il triennio 2021-2024, quindi quelli che consentiranno ai tifosi di seguire le partite dalla manifestazione del prossimo anno. L’asta è ricca: oltre ai soliti offerenti come Sky e Mediaset ci sono anche nuovi player che poi così nuovi non sono, visto che sono di fatto protagonisti dello streaming video nei nostri salotti e dei nostri smartphone: si tratta di Amazon Prime Video e di Dazn, che già detiene i diritti per tre partite della Serie A – oltre a quelli di numerosi altri campionati, come la Liga spagnola, e discipline, dalla boxe al tennis fino al ciclismo – e ha poi in seguito trovato un accordo con Sky.

In pole per il pacchetto del mercoledì sera

Stando ad alcune indiscrezioni, proprio Amazon sembrerebbe in pole position per l’aggiudicazione del pacchetto che comprende i diritti delle migliori partite del mercoledì, quelle che per capirci abbiamo visto per anni su Mediaset. E che a quel punto il colosso dell’e-commerce trasmetterebbe sulla piattaforma, salvo trovare accordi di secondo livello con gli altri pretendenti in ballo. Dipende dal tipo di licenza che si sarà aggiudicata, se includa cioè tutte le modalità di trasmissione o solo quelle digitali. Intanto, avrebbe messo sul piatto 80 milioni di euro a stagione, per un totale di 240 milioni per 51 gare, visto che in quel lotto ci sono 17 partite a stagione. A quanto pare, Amazon non sarebbe invece interessata agli altri pacchetti, su cui se la giocheranno fino al 15 ottobre con i rilanci Sky, Dazn e Mediaset visto che probabilmente, all’apertura delle buste, la Uefa non deve aver considerato sufficienti le offerte presentate. La Rai non ha presentato alcuna offerta.

I precedenti, dal Roland Garros alla Premier League

Fra l’altro, il gigante del commercio elettronico si è già aggiudicato i diritti della stagione 2021-2022 della Champions per la Germania e ha numerosi accordi simili finalizzati in precedenza per il mondo sportivo, dalle partite serali del Roland Garros del prossimo anno alla Premier League inglese. Lo scorso campionato la piattaforma di Jeff Bezos ha infatti trasmesso 20 partite sul territorio britannico al prezzo di 105,5 milioni di euro, comprese tutte e 10 le gare del Boxing Day del 26 dicembre, tradizionalmente molto seguite.

Tutto incluso in Prime?

Se l’indiscrezione fosse confermata, e Amazon seguisse le stesse logiche applicate all’estero, significherebbe che con i 36 euro annui del costo dell’abbonamento italiano a Prime oltre alle consegne gratuite su milioni di prodotti e molti altri servizi riservati i clienti si garantirebbero anche quella ciliegina sulla torta del miglior calcio continentale del mercoledì sera.

Il riposizionamento dell’offerta

“La notizia è davvero importante e conferma i trend che stiamo osservando da mesi e che sono stati ulteriormente accelerati dall’esplosione dell’emergenza sanitaria. La progressiva crescita del consumi sulle Smart tv e su alcune piattaforme come Amazon Prime Video in particolare, è stata facilitata anche da un progressivo riposizionamento della loro offerta di contenuti commenta a StartupItalia Fabrizio Angelini, Ceo Sensemakers – le piattaforme Svod fino ad oggi si sono infatti concentrate sui cosiddetti contenuti “scripted” ovvero film e serie ma adesso cominciano ad aggredire anche quelle categorie di contenuti “unscripted” come reality, eventi live e sport che sono stati sempre appannaggio dei Broadcaster tradizionali”.
Secondo Sensmaker Amazon Prime Video è la piattaforma con la maggiore propensione al riutilizzo e al rinnovo dell’abbonamento con 2 italiani su 3 pronti a confermare il loro utilizzo in futuro (è la percentuale più alta tra tutte le piattaforme di video on demand, gratuite o a pagamento) e il suo pubblico conferma anche lunghi tempi medi di visione (il 49% afferma di guardarla per circa due ore per singola sessione). Gli alti tassi di fidelizzazione degli iscritti sono ovviamente legati a doppio filo all’ecosistema di servizi inclusi in Prime.

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